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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41600/2023 del 13/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza del 29/3/2023 che aveva rigettato l'incidente di esecuzione volto alla revoca dell'ingiunzione a demolire relativa alla trasformazione di un sottotetto in mansarda abitabile. I motivi di ricorso in Cassazione contestavano: 1) la disapplicazione del permesso di costruire in sanatoria rilasciato dal Comune di Cava de' Tirreni, con riferimento all'applicabilità dell'allegato A del d.P.R. 13/2/2017 n.31 (che esclude dall'autorizzazione paesaggistica le "opere interne che non alterano l'aspetto esteriore degli edifici"), sostenendo che l'intervento rientrerebbe in tale fattispecie; 2) l'errata distinzione operata dalla Corte di appello tra opere esenti e procedure semplificate; 3) insufficiente motivazione circa il mutamento di destinazione d'uso e i suoi effetti in ambito paesaggistico; 4) carenza e illogicità nella valutazione del bilanciamento tra interesse pubblico alla tutela paesaggistica/antisismica e diritto all'abitazione, invocando principi costituzionali e convenzionali (giurisprudenza CEDU).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la Corte di appello abbia correttamente applicato il d.P.R. n.31/2017, interpretando in senso finalistico l'allegato A e B: le deroghe all'autorizzazione paesaggistica si applicano solo agli interventi di lieve entità che, per tipologia, caratteristiche e contesto, non pregiudicano i valori paesaggistici. Tale valutazione in fatto non è manifestamente illogica e non è censurabile in sede di legittimità. Inoltre la Corte ha rilevato un profilo decisivo non affrontato dalla difesa: il permesso di costruire in sanatoria rilasciato il 9/2/2023 è viziato per violazione della normativa antisismica e, poiché la sanatoria richiede la "doppia conformità" (conformità alle norme vigenti al momento della realizzazione e al momento della domanda), l'assenza del preventivo assenso/rispetto delle prescrizioni antisismiche impedisce il rilascio della sanatoria e non neutralizza l'ordine di demolizione. Quanto al bilanciamento con il diritto all'abitazione, la Corte ha ricordato che la deroga per essere applicata richiede che il ricorrente allegi e documenti fatti precisi (es. condizioni economiche, impossibilità di altra soluzione abitativa) — elementi che qui non sono stati forniti; le mere affermazioni generiche non sono sufficienti. Ricorso rigettato e condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.P.R. 13 febbraio 2017, n. 31

    art. 2; allegato A; allegato B

    Le esclusioni e le procedure semplificate previste dal regolamento si applicano solo agli interventi di lieve entità che, per tipologia, caratteristiche e contesto, non sono idonei a pregiudicare i valori paesaggistici tutelati dal vincolo; va adottata un'interpretazione logico‑sistematica e finalistico-valutativa quando si verifica la riconducibilità degli interventi all'allegato A o B.

  • d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico dell'edilizia)

    Per il rilascio del permesso di costruire in sanatoria è richiesta la cd. 'doppia conformità' (conformità alle norme urbanistiche ed edilizie vigenti sia al momento della realizzazione sia al momento della domanda). Le opere eseguite in assenza del preventivo ottenimento dell'autorizzazione/assenso antisismico non possono essere sanate con permesso in sanatoria.

  • Corte EDU - giurisprudenza

    Ivanova e Cherkezov c. Bulgaria (21/04/2016); Kaminskas c. Lituania (04/08/2020)

    La demolizione di un'abitazione abusiva che costituisce l'unica dimora familiare impone il rispetto del principio di proporzionalità; tuttavia, chi invoca la protezione convenzionale deve allegare e provare fatti concreti che giustifichino la deroga (es. alternative abitative, condizioni economiche) e non può lucrare sull'inerzia propria.

  • Cassazione (giurisprudenza di Sezione)

    Sez. 3, n. 36545/2022 (Montinaro); Sez. 3, n. 1053/2019 (D'Agostino); Sez. 3, n. 2357/2022 (Casà); Sez. 3, n. 35851/2023 (Cassisi); Sez. 3, n. 21198/2023 (Esposito)

    Costante indirizzo della Corte di Cassazione sul punto: l'accertamento della riconducibilità degli interventi alle categorie esenti o semplificate del d.P.R. n.31/2017 deve essere effettuato con valutazione di carattere finalistico e contestuale; inoltre la giurisprudenza conferma l'esigenza della 'doppia conformità' per le sanatorie e precisa i criteri probatori relativi alla valutazione della proporzionalità quando è in gioco il diritto all'abitazione.

Massime di principio

  • L'esclusione dall'autorizzazione paesaggistica prevista dall'allegato A del d.P.R. n.31/2017 si applica solo se l'intervento è di lieve entità e non compromette i valori paesaggistici; la valutazione è fattuale e contestuale.
  • La trasformazione interna (es. sottotetto in mansarda) può essere esente dall'autorizzazione paesaggistica solo se non altera l'aspetto esteriore e non ha impatti contestuali rilevanti; il mero richiamo alla categoria 'opere interne' non è sufficiente se il contesto o le caratteristiche dell'intervento sono tali da incidere sui valori tutelati.
  • Il permesso di costruire in sanatoria richiede la conformità sia alla normativa vigente al momento della realizzazione sia a quella vigente al momento della domanda (cd. doppia conformità); la mancanza del necessario rispetto della normativa antisismica impedisce la sanatoria.
  • Quando si contesta un ordine di demolizione per violazione del diritto all'abitazione, il ricorrente deve allegare e documentare fatti concreti (es. impossibilità di soluzioni abitative alternative, comprovate condizioni economiche) per attivare il bilanciamento con gli interessi pubblici; affermazioni generiche non sono accolte.
  • Le valutazioni di fatto compiute dalla Corte d'appello in materia di impatto paesaggistico e sismico sono difficilmente rinnovabili in Cassazione, salvo manifesti vizi di illogicità o contraddittorietà.

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