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Cassazione Civile, Ordinanza n. 26583/2021 del 30/09/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (espropriati)

La controversia

La controversia nasce da un procedimento espropriativo riguardante alcuni immobili inseriti in un piano per l'edilizia economica e popolare relativo a una zona già urbanizzata e in parte edificata. I titolari del diritto avevano chiesto la determinazione della giusta indennità di espropriazione e della giusta indennità di occupazione legittima. La Corte d'appello, in sede di rinvio, aveva liquidato l'indennità di espropriazione applicando l'indice di edificabilità dello 0,25 previsto dal previgente piano regolatore generale, ritenendo non computabile l'indice più favorevole del PEEP, qualificato come vincolo preordinato all'espropriazione, e aveva inoltre escluso la riduzione del 25% prevista dall'art. 37 d.P.R. 327/2001. I ricorrenti principali censurano tale decisione per violazione degli artt. 32 e 37 d.P.R. 327/2001 e dell'art. 39 l. 2359/1865, sostenendo che, non essendo applicabile il testo unico espropriazioni ratione temporis, il criterio corretto fosse il valore di mercato del bene alla data del decreto di esproprio e che, essendo il terreno edificabile, dovesse applicarsi l'indice di edificabilità introdotto dal PEEP, quale variante conformativa del piano regolatore generale. Il Comune propone ricorso incidentale lamentando che l'indennità di occupazione sia stata calcolata in misura superiore al dovuto per errata applicazione dell'art. 50 d.P.R. 327/2001, poiché la Corte territoriale avrebbe omesso una delle due divisioni per dodici nel passaggio dal criterio annuo a quello mensile.

La decisione

La Corte di cassazione accoglie il ricorso principale degli espropriati, ritenendo fondata la censura relativa al criterio di calcolo dell'indennità di espropriazione e affermando che la sentenza impugnata non si è attenuta ai principi consolidati in tema di valore indennitario delle aree incluse in PEEP. In particolare, la Corte richiama la giurisprudenza secondo cui il piano per l'edilizia economica e popolare può avere natura conformativa e incidere sull'indice di edificabilità da assumere nella stima, salvo che l'ente dimostri specificamente che, nel caso concreto, il piano avesse natura meramente espropriativa e non di variante generale. La censura del Comune sull'indennità di occupazione legittima viene dichiarata assorbita. La sentenza della Corte d'appello è quindi cassata con rinvio alla Corte d'appello di Torino in diversa composizione, che dovrà rideterminare l'indennità e regolare anche le spese di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 32 d.P.R. 327/2001

    Richiamato solo come norma invocata dai ricorrenti per il criterio di liquidazione dell'indennità, ma la Corte ribadisce che la fattispecie resta regolata dal regime previgente, con centralità del valore di mercato del bene alla data dell'esproprio.

  • art. 37 d.P.R. 327/2001

    La riduzione del 25% per interventi di riforma economico-sociale non è applicabile alle procedure in cui la dichiarazione di pubblica utilità è anteriore all'entrata in vigore del testo unico; la norma non governa la fattispecie in esame.

  • art. 39 l. 25 giugno 1865, n. 2359

    Per le procedure espropriative soggette al regime previgente, il criterio di liquidazione resta il valore venale di mercato del bene alla data del decreto di esproprio.

  • art. 50 d.P.R. 327/2001

    Richiamato dal Comune per il calcolo dell'indennità di occupazione legittima, che secondo la censura avrebbe dovuto essere rapportata a un dodicesimo dell'indennità annua e quindi a una ulteriore frazione mensile.

  • art. 295 c.p.c.

    Richiamato nella ricostruzione del fatto processuale in relazione alla sospensione del giudizio in attesa dell'esito del contenzioso amministrativo.

  • art. 360 n. 3 c.p.c.

    Norma processuale posta a fondamento dei motivi di ricorso per violazione e falsa applicazione di legge.

Massime di principio

  • Nella liquidazione dell'indennità di espropriazione, per le procedure in cui la dichiarazione di pubblica utilità è anteriore al d.P.R. 327/2001, continua a operare il criterio del valore venale di mercato previsto dalla disciplina previgente, senza applicazione retroattiva delle modifiche introdotte successivamente.
  • Un piano per l'edilizia economica e popolare può incidere sul valore indennitario dell'area espropriata quando presenti natura conformativa e determini una variante dell'indice di edificabilità del piano regolatore; in tal caso il nuovo indice deve essere considerato nella stima.
  • Non basta qualificare in astratto il piano come vincolo preordinato all'espropriazione per escluderne ogni efficacia sulla determinazione dell'indennità: occorre una specifica dimostrazione della sua concreta natura e della sua portata urbanistica nel caso singolo.
  • Quando la censura principale determina la cassazione della sentenza impugnata, la doglianza incidentale che dipenda logicamente dall'esito della prima resta assorbita.
  • In tema di indennità di occupazione legittima, il calcolo deve rispettare esattamente il meccanismo legale di commisurazione alla corrispondente indennità, senza omissione dei passaggi di conversione previsti dalla norma applicabile.

Come è indicizzato

MaterieCompravendita immobiliareEspropriazione forzataCompetenza
RamiImmobiliareEsecuzioniProcesso civile
IstitutiOnere della prova

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