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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8320/2025 del 28/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva revocato la pena sostitutiva dei lavori di pubblica utilità (originaria pena di 2 anni e 2 mesi) e ripristinato la pena detentiva, con la motivazione che il cumulo delle pene detentive sostituite (sent. 19/24 e sent. 18/23) eccedeva i quattro anni ai sensi dell'art. 70, terzo comma, L. 689/1981. Il ricorrente sosteneva che la pena originaria di 2 anni e 2 mesi era stata ricompresa nella successiva sentenza n. 19/2024, che aveva riconosciuto il vincolo di continuazione e aveva determinato una pena unica di 3 anni e 10 mesi (sostituita con detenzione domiciliare), quindi la revoca della porzione originaria era illegittima perché la pena complessiva risultava inferiore a quattro anni e la pena originaria aveva perso autonomia.

La decisione

Il ricorso è stato accolto. La Corte ha ritenuto che, ai sensi dell'art. 445 c.p.p. e della giurisprudenza richiamata, nei casi di reati unificati per continuazione la "pena irrogata" è la pena unica finale risultante dall'accordo sanzionatorio; la pena originaria sostitutiva è stata quindi assorbita dalla successiva pena unica (sostituita con detenzione domiciliare) e ha perso autonomia. Ne consegue che la mancata esecuzione dei lavori di pubblica utilità non può essere considerata violazione autonoma né giustificare la revoca separata della pena sostitutiva. L'ordinanza impugnata è stata annullata e gli atti rinviati al GIP del Tribunale di Vasto per nuovo giudizio sul punto. L'altro ricorso relativo alla revoca della sospensione condizionale è stato invece separato e inviato alla Cancelleria Centrale per autonoma iscrizione a ruolo.

Norme richiamate

  • Legge 24 novembre 1981 n. 689, art. 70, terzo comma

    La normativa consente la revoca delle pene sostitutive quando il cumulo delle pene detentive sostituite eccede i quattro anni; la Corte precisa però che, se una pena sostitutiva è stata assorbita in una pena unica risultante da un procedimento successivo (per continuazione), non può essere computata separatamente ai fini del limite dei quattro anni.

  • Codice di procedura penale, art. 445

    L'art. 445 c.p.p. definisce la "pena irrogata" e la Corte interpreta che, nei reati unificati sotto il vincolo della continuazione, la "pena irrogata" è la pena unica complessiva risultante dall'accordo sanzionatorio ratificato dal giudice, e tale pena unica è il parametro da considerare per effetti come la revoca o l'estinzione.

  • Giurisprudenza: Cass. Sez. 1, n. 13754 del 21/01/2020 (FONTANA ANTONIO)

    Principio richiamato secondo cui, in caso di reati continuati e di accordo sanzionatorio, la pena da considerare è la pena unica finale applicata; le singole componenti non sono più scindibili salvo casi eccezionali (es. proscioglimento successivo di alcune fattispecie).

Massime di principio

  • Quando si valuta la revoca di una pena sostitutiva per cumulo ai sensi dell'art. 70 L. 689/1981, va considerata la pena unica finale se i reati sono stati dichiarati in continuazione: non si possono sommarsi separatamente pene originarie poi assorbite in un'unica pena successiva.
  • Se una pena sostitutiva è stata successivamente inglobata in una pena unica sostitutiva diversa (es. detenzione domiciliare), la misura originaria perde autonomia e non può essere revocata autonomamente per presunta mancata esecuzione.
  • In presenza di misure sostitutive sovrapposte, il giudice dell'esecuzione deve tener conto della misura più stringente e della sua prescrittività: eventuali inadempienze vanno valutate rispetto alla misura effettivamente esecutiva e alle prescrizioni a essa connesse.
  • Impugnazioni relative a provvedimenti diversi (es. revoca lavori di pubblica utilità vs revoca sospensione condizionale) devono essere fascicolate e trattate separatamente; attenzione a rispettare l'autonomia dei procedimenti di esecuzione.
  • Per difendersi efficacemente in casi analoghi, documentare la cronologia delle sentenze, la natura delle misure sostitutive e l'eventuale irrevocabilità delle decisioni che hanno determinato la pena unica, evidenziando che le precedenti pene sono state assorbite.

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