Cassazione Penale, Sentenza n. 24162/2022 del 23/06/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore Generale impugna la sentenza di assoluzione pronunciata dalla Corte d'assise d'appello di Catanzaro nei confronti di Domenico Cicero (accusato dell'omicidio pluriaggravato di Carmine Pezzulli), denunciando plurime violazioni procedurali e di motivazione. In particolare si censura il mancato rispetto del dictum della precedente sentenza di cassazione che aveva disposto il rinvio per acquisire determinate prove (verbali delle udienze del processo a carico di Davide Aiello e l'esame del collaboratore Paternuostro), il rifiuto di riaprire l'istruttoria o di acquisire verbali rilevanti, la mancata assunzione di dichiarazioni ritenute nuove e decisive (vari collaboratori di giustizia), errori di valutazione delle intercettazioni e delle dichiarazioni, e vizi di motivazione (art. 627, 238, 238-bis, 603, 606, 192 e connessi). Il ricorso lamenta altresì la valutazione parcellizzata delle prove e l'omessa acquisizione di atti già indicati dalla Corte di cassazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso del Procuratore Generale. È stato ritenuto fondato il primo motivo: la Corte d'assise d'appello, in sede di rinvio, ha errato nel non acquisire i verbali del processo a carico di Aiello e nel non consentire la citazione avanti a sé e l'assunzione nel contraddittorio delle dichiarazioni rese in quel dibattimento, in contrasto con il dictum della sentenza rescindente e con i principi applicabili alla utilizzazione delle prove assunte in altro procedimento (art. 238 e 238-bis). Gli altri motivi proposti dal ricorrente sono stati dichiarati inammissibili o infondati perché, in larga parte, richiedevano una rivalutazione di merito non consentita in sede di legittimità o non rispettavano i requisiti di specificità dell'impugnazione. Conseguentemente la sentenza di assoluzione è stata annullata con rinvio ad altra sezione della Corte d'assise d'appello di Catanzaro per un nuovo giudizio sui punti indicati (soprattutto quelli relativi all'acquisizione e alla valutazione delle prove indicate dalla cassazione).
Norme richiamate
se è annullata una sentenza di appello e le parti ne fanno richiesta, il giudice dispone la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale per l'assunzione delle prove rilevanti per la decisione
Il giudice del rinvio ha poteri di valutazione autonoma, ma deve rispettare il perimetro indicato dalla sentenza rescindente; la Cassazione ha ritenuto che la Corte d'assise d'appello non abbia adempiuto all'obbligo di acquisire le prove indicate nella sentenza rescindente
Disciplinando l'utilizzabilità delle prove acquisite in altro procedimento, la Corte ricorda che i verbali di dibattimento possono essere utilizzati solo entro i limiti previsti (consenso delle parti o possibilità di citare i testi per l'esame ex art. 190). Il giudice del rinvio non poteva semplicemente escludere l'acquisizione senza motivazione
Le sentenze irrevocabili acquisite ai sensi dell'art. 238-bis costituiscono prova dei fatti storici, ma le dichiarazioni ivi contenute restano soggette ai limiti di utilizzabilità previsti dall'art. 238
Richiamato rispetto alle regole sull'appello della parte pubblica e alla valutazione delle prove dichiarative; la Cassazione ha comunque ritenuto inammissibili alcune censure che equivalevano a una rivalutazione di merito
Norma che delimita il sindacato di legittimità; la Corte ha rigettato censure generiche e non sufficientemente specificate riguardo ai vizi di motivazione
Richiamiato in relazione all'assunzione e alla valutazione delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia; la Corte ha ritenuto che le questioni poste richiedessero in molte parti una rivalutazione di merito non consentita
art. 603, comma 3-bis cod. proc. pen.
Norma introdotta per l'appello del pubblico ministero contro sentenze di proscioglimento sulla base di prova dichiarativa; la Corte ha escluso la sua operatività per il caso specifico di giudizio di rinvio disciplinato dall'art. 627
termine di cinque giorni interi e liberi prima dell'udienza
Richiamato per ammettere la memoria difensiva trasmessa via pec come replica accettabile ricevuta nei termini, applicabile anche ai procedimenti in Cassazione
Ricorda il diritto delle parti, quando vengono prodotti verbali di prove assunte in altro procedimento, di ottenere l'esame delle persone cui le dichiarazioni si riferiscono
art. 623, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.
Citato in relazione all'obbligo di rinviare la causa ad altra sezione diversa da quella che ha emesso la sentenza annullata
Massime di principio
- Se la Cassazione dispone l'acquisizione di atti o prove nel rinvio, il giudice del rinvio deve motivatamente eseguire quella direttiva o spiegare perché non sia necessaria: un rifiuto ingiustificato può determinare un nuovo annullamento.
- Le sentenze irrevocabili acquisite ai sensi dell'art. 238-bis costituiscono prova dei fatti storici, ma le dichiarazioni in esse contenute restano sottoposte ai limiti di utilizzabilità previsti dall'art. 238; in presenza di verbali di dibattimento le parti possono chiederne l'esame ex art. 190.
- Nel rito abbreviato valgono regole specifiche sull'utilizzabilità delle prove assunte in altro procedimento: il principio della decisione "allo stato degli atti" consente talune utilizzazioni che in dibattimento sarebbero precluse, ma non autorizza l'acquisizione "contra legem".
- La Corte di legittimità non può sostituirsi al giudice di merito per rinnovare la valutazione del materiale probatorio quando la decisione di merito sia logicamente motivata; le censure che richiedono una rivalutazione integrale dei fatti sono spesso inammissibili.
- Le richieste di assunzione di prove nuove in sede di rinvio devono essere specifiche e dimostrare l'assoluta indispensabilità delle prove per i punti indicati dalla sentenza rescindente: la mera indicazione di ulteriori testi non garantisce l'ammissione.
- Quando si prevede di utilizzare verbali di dibattimento di altro procedimento, conviene chiedere preventivamente la citazione dei testi per l'esame in contraddittorio (art. 190) o ottenere il consenso delle parti, per evitare limiti di utilizzabilità.
- In impugnazioni per vizio di motivazione è necessario dettagliare specificamente quale aspetto della motivazione si censura (mancanza, contraddittorietà, illogicità manifesta); motivi generici o cumulativi rischiano l'inammissibilità.
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