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Ordinanza

Ordinanza n. 3288/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, per l'annullamento previa sospensiva del provvedimento impugnato del provvedimento di diniego del visto di ingresso in Italia, emesso dall’Ambasciata d’Italia in Tunisi notificato in data 10 maggio 2025;

Giustizia amministrativa202509044

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a., ritenendo insussistente il fumus boni iuris in ragione della presentazione di un nulla osta al lavoro subordinato contraffatto. Non è stata quindi disposta la sospensione dell'efficacia del diniego del visto. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto di ingresso in Italia per lavoro subordinato, emesso dall'Ambasciata d'Italia a Tunisi

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni dell'immigrazione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il diniego del visto di ingresso in Italia notificato il 10 maggio 2025. Il testo non espone specifici motivi di illegittimità dedotti nel ricorso; dalla motivazione dell'ordinanza emerge tuttavia che la domanda cautelare era fondata sulla pretesa validità del titolo lavorativo, mentre l'amministrazione ha rilevato la spendita di un nulla osta al lavoro subordinato contraffatto.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La tutela cautelare richiede la sussistenza dei presupposti cautelari, tra cui il fumus boni iuris; la domanda è stata respinta per l'insussistenza di tale requisito.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Norma richiamata quale base per l'oscuramento delle generalità del ricorrente.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Disposizioni richiamate, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • La domanda cautelare avverso il diniego di un visto di ingresso deve essere respinta quando dagli atti emerga la presentazione di un nulla osta al lavoro subordinato contraffatto, poiché tale circostanza esclude il fumus boni iuris necessario per la sospensione dell'atto impugnato.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

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