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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27699/2022 del 18/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che confermava il sequestro preventivo della somma di euro 7.271.374,36 ai sensi dell'art. 10-quater, comma 2, d.lgs. n. 74/2000. La ricorrente contestava l'esistenza del fumus del delitto, negando di essere amministratore di fatto e sostenendo che tale qualifica non sarebbe sufficiente a configurare il reato contestato; denunciava carenze nella valutazione dei profili soggettivi e oggettivi e chiedeva che fossero considerati documenti e giustificazioni (giustificazioni dei movimenti bancari, dichiarazioni dei dipendenti, assenza di rapporti bancari con alcune banche, sua presunta estraneità e mancata audizione nelle indagini) che a suo avviso avrebbero escluso la responsabilità

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso ritenendolo complessivamente infondato. Ha confermato che le indagini avevano accertato l'illegittima compensazione di debiti fiscali, previdenziali e assicurativi mediante crediti d'imposta inesistenti (anni 2014-2017). Il Tribunale del riesame aveva motivatamente ritenuto che la ricorrente fosse amministratrice di fatto in concorso con Benedetto Tucci sulla base di diversi elementi: carica di consigliere di amministrazione negli anni rilevanti, delega a operare sui conti, incasso di numerosi assegni con la dicitura "a me medesimo", prelievi in contanti e spese con carte aziendali, indicazioni dei lavoratori che la consideravano punto di riferimento, e accesso alla documentazione societaria attraverso di lei. La Corte ha inoltre rilevato che il Tribunale aveva esaminato e valutato la documentazione prodotta dalla difesa e aveva spiegato perché quegli elementi erano recessivi rispetto agli indizi a carico. Confermato quindi il sequestro preventivo e condannata la ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p. (decisione emessa il 26 maggio 2022)

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 74 del 2000, art. 10-quater, comma 2

    "art. 10-quater, comma 2"

    Norma relativa ai reati fiscali che ha giustificato il sequestro preventivo per l'illecita compensazione di crediti d'imposta inesistenti; la Corte ha ritenuto che gli elementi indiziari dimostrassero il fumus del reato contestato nei confronti della ricorrente quale amministratrice di fatto

  • codice di procedura penale, art. 325

    "art. 325 cod. proc. pen."

    Richiamata nella sentenza per precisare i limiti del sindacato sulla valutazione dei motivi: la censura sulla presunta inesistenza dell'amministratore di fatto era in realtà una critica alla logica della motivazione e non rientrava nel perimetro della carenza di motivazione ai sensi dell'art. 325

  • codice di procedura penale, art. 616

    "art. 616 cod. proc. pen."

    Norma che autorizza la condanna alle spese processuali in cassazione; la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese in base a questa disposizione

Massime di principio

  • Per la conferma di un sequestro preventivo per reati tributari è sufficiente un quadro indiziario complessivo, anche se basato su cognizione sommaria, purché la motivazione sia logica e dia conto dei principali elementi a favore e contro l'imputazione
  • La qualifica di "amministratore di fatto" si valuta mediante elementi di fatto (deleghe operative, gestione conti, incassi, prelievi, ruolo percepito dai dipendenti, controllo della documentazione aziendale) e può essere ritenuta partecipazione alla gestione societaria anche se non si è il legale rappresentante formale
  • Documenti e giustificazioni prodotti dalla difesa non esauriscono automaticamente l'indagine: è necessario che siano concreti e idonei a rimuovere gli indizi; se la valutazione del giudice ritiene tali elementi "recessivi" rispetto agli indizi, la decisione è sostenibile
  • In sede di legittimità la Corte è limitata nel sindacare le valutazioni di fatto operate dal giudice di merito: può intervenire soprattutto se la motivazione è illogica, contraddittoria o manifestamente insufficiente
  • Chi si trovi in situazione analoga dovrebbe concentrarsi su prove documentali chiare e collegamenti causali che spieghino i movimenti finanziari e la mancanza di responsabilità gestionale, nonché richiedere l'audizione e attestazioni formali (es. deleghe, riporti organizzativi) utili a contrastare l'attribuzione del ruolo di amministratore di fatto

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