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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43060/2023 del 20/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la conferma della condanna per tentata rapina aggravata deducendo vizio di motivazione: la Corte territoriale avrebbe erroneamente attribuito ai ricorrenti un ruolo decisivo nell'azione criminosa invece di riconoscere un contributo marginale/logistico; chiedevano una rivalutazione del loro ruolo e una mitigazione del trattamento sanzionatorio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che il motivo prospettato si risolvesse in una mera richiesta di riconsiderazione della valutazione della prova e non evidenziasse illogicità manifesta o errori decisivi nel percorso motivazionale della Corte d'appello. La Corte territoriale aveva valorizzato una pluralità di elementi convergenti (avvistamento dei ricorrenti nei minuti precedenti la tentata rapina insieme ai materialmente responsabili; Pezzullo custodiva il motociclo usato per la rapina; contraddizioni nelle dichiarazioni degli appellanti; contatti telefonici; progettazione di un alibi) che, nel loro complesso, giustificavano la conferma della responsabilità. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, dl. n. 137 del 2020

    il procedimento si celebra con contraddittorio scritto

    Il richiamo norma indica che il procedimento in Cassazione si è svolto con contraddittorio scritto, procedura ammessa dal decreto; non incide sul merito ma sulla modalità di trattazione del ricorso.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    alla dichiarata inammissibilità dei ricorsi consegue la condanna al pagamento delle spese processuali e al versamento, in favore della Cassa delle ammende, di una somma determinata equitativamente

    La Corte ha applicato l'art. 616 per imporre ai ricorrenti le spese processuali e la sanzione pecuniaria (euro 3.000) in ragione dell'inammissibilità delle impugnazioni.

Massime di principio

  • La Suprema Corte ritiene inammissibili i motivi che si limitano a chiedere la rivalutazione della prova: per essere ammissibile un motivo di cassazione deve evidenziare errori di diritto o illogicità manifesta nella motivazione, non soltanto proporre una diversa valutazione della prova.
  • Quando la decisione di merito è fondata su emergenze processuali convergenti (sopralluoghi/avvistamenti, custodia di strumenti/mezzi pertinenti al reato, contraddizioni, contatti telefonici, pianificazione di un alibi), la Cassazione è meno incline ad accogliere censure che prospettano solo una diversa lettura degli elementi probatori.
  • Per impugnare efficacemente una motivazione è necessario indicare punti specifici di incoerenza, contraddizione o illogicità della motivazione che rendano la decisione intollerabile sotto il profilo giuridico, non solo discutere la valutazione di fatto.
  • In caso di ricorso dichiarato inammissibile, il ricorrente rischia la condanna alle spese processuali e il pagamento di una somma alla Cassa delle ammende: è quindi importante valutare la fondatezza giuridica del motivo prima di proporre impugnazione in Cassazione.
  • Se si ritiene che il contributo dell'imputato sia marginale, occorre documentarlo con elementi probatori concreti che rendano manifesta l'inesistenza di un ruolo significativo, non limitarsi ad argomentazioni probabilistiche od alternative.

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