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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16241/2022 del 27/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha disposto la correzione dell'errore materiale ai sensi dell'art. 130 c.p.p., sostituendo l'intero dispositivo con la formulazione corretta: "Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende". La cancelleria è stata incaricata delle annotazioni di competenza.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti avevano proposto ricorsi definiti con sentenza della Corte di Cassazione del 7/12/2021; si è rilevato un errore materiale nel dispositivo della sentenza, che era stato redatto al singolare ("Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente...") anziché al plurale. Per correggere l'errore si è proceduto con la fissazione di udienza ex art. 127 c.p.p. e con la richiesta del Procuratore Generale, ai sensi delle disposizioni richiamate, per l'emendamento del vizio materiale.

Norme richiamate

  • art. 127 cod. proc. pen.

    È stata utilizzata per disporre la fissazione dell'udienza finalizzata alla correzione dell'errore materiale; dal testo si evince che tale ricorso alla fissazione d'udienza è la procedura prevista per affrontare la rettifica formale della sentenza.

  • art. 130 cod. proc. pen.

    Riconosciuto come la norma che consente la correzione di errori materiali nel provvedimento giudiziario; la Corte ha applicato questa disposizione per emendare il dispositivo senza modificare il contenuto sostanziale della decisione.

  • art. 23, comma 8, decreto-legge 28 ottobre 2020, n.137 (convertito dalla legge 18 dicembre 2020, n.176)

    Richiamato nella requisitoria del Procuratore Generale; dal contesto risulta che è stato invocato per legittimare la modalità o la tempestività della requisitoria relativa alla correzione, nell'ambito delle norme introdotte con i decreti emergenziali richiamati.

  • artt. 1 e 7 del decreto-legge n.105 del 2021

    Anche questi articoli sono richiamati nella requisitoria del Procuratore Generale; dal testo emerge che sono stati menzionati quale fondamento delle modalità procedurali connesse alla richiesta di correzione, in particolare in relazione a disposizioni emergenziali/procedurali vigenti al momento.

Massime di principio

  • Un errore materiale nel dispositivo di una sentenza (ad es. plurale/singolare, errori di trascrizione) può essere rettificato senza riesame del merito tramite la procedura di correzione dell'errore materiale prevista dall'art. 130 c.p.p.
  • Per correggere formalmente una sentenza occorre seguire la procedura prevista (fissazione d'udienza, rilevazione e richiesta formale), come prevista o richiamata dall'art. 127 c.p.p.; la correzione è di natura meramente formale e non incide sul giudizio di merito.
  • La presentazione o la richiesta di correzione può essere supportata dall'intervento/istanza del Procuratore Generale; le norme emergenziali richiamate nel provvedimento possono disciplinare modalità procedurali specifiche (es. termini, modalità di deposito o requisitoria).
  • La correzione di un errore materiale non costituisce nuovo motivo di impugnazione sul merito: mantiene invariata la sostanza della decisione originaria (ad esempio, se la sentenza aveva dichiarato i ricorsi inammissibili, la correzione non altera tale esito, ma solo la formulazione).
  • Quando più parti sono interessate, è importante che il dispositivo usi correttamente il numero e le indicazioni delle parti (singolare/plurale); errori di questo tipo vanno prontamente emendati per chiarezza degli obblighi (es. condanna alle spese o a somme a carico dei ricorrenti).

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