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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25560/2024 del 28/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la decisione di consegna verso la Spagna per due motivi: 1) violazione del principio di proporzionalità del mandato d'arresto europeo e mancato esperimento preventivo di misure meno invasive (in particolare l'ordine europeo d'indagine per audizione a distanza), che avrebbero potuto soddisfare l'esigenza processuale senza privazione della libertà; 2) contrasto tra l'art. 19 lett. b) della legge n. 69/2005 (che dispone la riconsegna per l'esecuzione della pena dopo il processo concluso) e la decisione quadro 2022/584/GAI (che richiede la restituzione "dopo essere stata ascoltata"), con la tesi che la norma interna sarebbe più sfavorevole e dunque non applicabile.

La decisione

La Corte ha rigettato il secondo motivo e accolto il primo. In particolare ha ritenuto che l'art. 19, comma 2, legge n. 69/2005 codifica correttamente la nozione secondo cui la restituzione per l'esecuzione della pena si riferisce all'esaurimento del giudizio nello Stato emittente (sentenza definitiva/esecutiva) e non alla mera audizione. Tuttavia la Corte ha ritenuto che il mandato d'arresto debba essere sottoposto al principio di proporzionalità: prima dell'esecuzione occorre verificare se sia possibile una forma meno invasiva (es. partecipazione a distanza) e, se non praticabile o esperita inutilmente, procedere alla consegna. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata e rinviata alla Corte d'appello di Caltanissetta per riesame, con l'indicazione di acquisire eventualmente informazioni integrative allo Stato emittente (ai sensi dell'art. 16 legge n. 69/2005) circa la possibilità tecnica e giuridica di partecipazione a distanza; il mandato potrà essere eseguito solo se detta partecipazione risulti non possibile.

Norme richiamate

  • legge n. 69 del 2005, art. 19, comma 2

    La norma va letta nel senso che la riconsegna per l'esecuzione della pena è collegata all'esaurimento del processo nello Stato emittente (sentenza esecutiva), non alla mera audizione dell'imputato

  • decisione quadro 2022/584/GAI (strumento quadro sull'ordine europeo di arresto)

    Stabilisce il quadro di riconoscimento reciproco; la Corte di giustizia richiede che l'emissione del mandato sia proporzionata e che si valutino misure alternative meno invasive; prevede la tutela in caso di condanna in absentia (rinnovazione del processo)

  • d.lgs. n. 108 del 2017, art. 7

    Normativa di attuazione che disciplina strumenti di cooperazione giudiziaria (richiamata rispetto al rispetto dei principi e delle garanzie nella cooperazione)

  • d.lgs. n. 108 del 2017, art. 18, comma 1

    Regola l'ordine europeo d'indagine (o.e.i.) e la possibile audizione mediante videoconferenza, ma è principalmente uno strumento investigativo/probatorio e non può automaticamente sostituire la presenza fisica richiesta dall'ordinamento dello Stato emittente

  • art. 18-ter legge n. 69 del 2005 / art. 4-bis decisione quadro 2022/584/GAI

    Prevedono la possibilità di rinnovazione del processo in caso di condanna in absentia, confermando la necessità di garanzie rispetto alla partecipazione dell'imputato

  • art. 16 legge n. 69 del 2005

    Consente di richiedere informazioni integrative allo Stato emittente; la Corte ha indicato di avvalersi di tale procedura per accertare la concreta possibilità di partecipazione a distanza

  • Giurisprudenza CJEU (sentenze C-508/18 e C-82/19, OG e PI; sentenza C-414/20, MM)

    La Corte di giustizia esige che le autorità emittenti valutino la proporzionalità del mandato e l'esistenza di misure alternative meno invasive, considerando gli elementi specifici di ciascun caso

  • Trattato sull'Unione Europea (T.U.E.), artt. 5 e 34 par. 2 lett. b)

    Richiamati dalle parti in relazione ai principi generali dell'Unione e alle garanzie procedurali, ma non hanno determinato un prevalere della norma UE sulla lettura data dalla Corte al diritto interno nel caso di specie

Massime di principio

  • Prima di eseguire un mandato d'arresto europeo finalizzato alla partecipazione dell'imputato a un processo, le autorità devono valutare la proporzionalità della misura e l'esistenza di alternative meno invasive (es. partecipazione a distanza).
  • L'ordine europeo d'indagine (o.e.i.) è uno strumento investigativo/probatorio e non può automaticamente sostituire la consegna quando l'ordinamento dello Stato emittente richiede la presenza dell'imputato per garantire il pieno contraddittorio.
  • La dizione "dopo essere stata ascoltata" va interpretata, ai fini della restituzione per esecuzione della pena, come collegata all'esaurimento del processo nello Stato emittente (sentenza esecutiva) e non alla mera audizione preliminare.
  • Se sussiste dubbio sulla possibilità tecnica o giuridica di partecipazione a distanza, il giudice nazionale deve chiedere chiarimenti allo Stato emittente (art. 16 l.69/2005) prima di autorizzare la consegna.
  • L'emissione e l'esecuzione del mandato d'arresto devono sempre bilanciare i principi di proporzionalità, riconoscimento reciproco e fiducia tra Stati membri: la consegna è legittima se le misure alternative sono impossibili o inefficaci.
  • In casi di condotte pregresse di non collaborazione dell'imputato (es. rifiuto di comparire in videoconferenza già fissata), l'esercizio del mandato d'arresto risulta più facilmente giustificabile.

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