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Sentenza

Sentenza n. 14635/2026 - Roma, Sezione 4Q

per l'annullamento: I) per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - del provvedimento prot. n. 75161del 13 ottobre 2022, notificato alla ricorrente in data 27 ottobre 2022, con cui il Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale per gli Affari Generali e le Politiche del Personale della Polizia di Stato ha respinto l’istanza della ricorrente volta ad ottenere l’assegnazione temporanea ex art. 42-bis del d.lgs. 26 marzo 2001 n. 151 presso la Questura di -OMISSIS-; - del relativo preavviso di diniego notificato il 27 giugno 2022 e il sotteso parere contrario del Questore di Roma; II) per quanto riguarda i motivi aggiunti depositati il 22 maggio 2023: - del provvedimento di riesame, con esito di diniego, adottato dall’amministrazione in data 13 aprile 2023 e del sotteso parere negativo del Questore di Roma del 23 marzo 2023.

Giustizia amministrativa202300913

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell'assegnazione temporanea ex art. 42-bis d.lgs. 151/2001 presso una diversa Questura e successivo diniego adottato in sede di riesame

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente, agente scelto della Polizia di Stato in servizio presso l'Ufficio Immigrazione della Questura di Roma, aveva richiesto l'assegnazione temporanea presso una Questura di altra sede per esigenze di assistenza ai figli minori di tre anni. Ha impugnato il primo diniego e il successivo diniego adottato in sede di riesame, deducendo la violazione e falsa applicazione dell'art. 42-bis del d.lgs. 151/2001, il travisamento per avere l'Amministrazione trascurato l'interesse preminente dei figli, la violazione dell'art. 3 della l. 241/1990 per motivazione illogica e contraddittoria e la violazione degli artt. 29, 30, 31 e 37 Cost. In particolare, la ricorrente contestava che il diniego valorizzasse un asserito preminente interesse pubblico, non esplicitato, nonostante l'esistenza di posti vacanti nella sede richiesta, e non considerasse l'interscambiabilità delle mansioni di agente. L'Amministrazione ha chiesto il rigetto. Dopo l'accoglimento della prima istanza cautelare, il successivo diniego è stato nuovamente impugnato con motivi aggiunti; la relativa tutela cautelare è stata respinta anche in appello, ove era stata rilevata, tra l'altro, la mancanza di un posto disponibile nella sede richiesta. Nelle more, la ricorrente è stata assegnata, a seguito di autonoma nuova istruttoria, ad altro ufficio nella sede richiesta per il periodo 2024-2027.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibili sia il ricorso introduttivo sia i motivi aggiunti per sopravvenuta carenza di interesse. L'assegnazione sopravvenuta ad altro ufficio nella sede richiesta è risultata frutto di una nuova istruttoria e di una decisione autonoma dell'Amministrazione, non adottata in esecuzione dei provvedimenti cautelari. Poiché la ricorrente aveva così ottenuto una sistemazione corrispondente, quanto alla sede, all'interesse perseguito, non residuava un interesse concreto e attuale alla decisione di annullamento dei dinieghi originariamente impugnati. Il TAR non ha esaminato nel merito i vizi dedotti. Le spese sono state compensate in considerazione dello sviluppo complessivo della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.lgs. 151/2001

    La disposizione costituiva la base normativa dell'istanza di assegnazione temporanea della dipendente, ma il giudice non ne ha esaminato nel merito l'applicazione, avendo dichiarato improcedibile il ricorso.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Il TAR ha dato avviso alle parti della possibile improcedibilità per sopravvenuta carenza d'interesse prima di definire il giudizio.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione allo svolgimento dell'udienza da remoto.

  • art. 3 l. 241/1990

    Invocato dalla ricorrente quale parametro dell'obbligo di motivazione del diniego; il motivo non è stato esaminato per l'improcedibilità del ricorso.

  • artt. 29, 30, 31 e 37 Cost.

    Richiamati dalla ricorrente a tutela dell'unità familiare, della genitorialità e della protezione dei figli; le relative censure non sono state esaminate nel merito.

Massime di principio

  • Il ricorso amministrativo diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nelle more del giudizio, l'amministrazione adotta autonomamente un nuovo provvedimento che soddisfa sostanzialmente l'interesse perseguito dal ricorrente, facendo venir meno l'utilità concreta e attuale dell'annullamento dell'atto originariamente impugnato.
  • L'assegnazione sopravvenuta del dipendente a una sede richiesta non soddisfa l'interesse cautelare o sostanziale per effetto del giudicato o della misura cautelare quando risulti adottata a seguito di una nuova istruttoria autonoma e non in esecuzione dei provvedimenti giudiziali; ciò non impedisce, tuttavia, che essa elimini l'interesse concreto e attuale alla decisione sul ricorso originario.
  • La sopravvenuta carenza di interesse deve essere valutata in relazione all'utilità concreta che il ricorrente può ancora conseguire dalla pronuncia richiesta; se tale utilità è venuta meno, il giudice non procede all'esame dei motivi di legittimità dedotti.

Come è indicizzato

MaterieMobilità, trasferimenti e comandiEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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