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Sentenza

Sentenza n. 10340/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento del provvedimento Prot. n. 10630 del 24.11.2025, notificato il 28.11.2025, con il quale il Consolato Generale d’Italia di Casablanca ha respinto la domanda di visto d’ingresso in Italia per lavoro subordinato.

Giustizia amministrativa202604052

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di visto d'ingresso in Italia per lavoro subordinato adottato dal Consolato Generale d’Italia di Casablanca

Esito

IRRICEVIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento consolare che aveva respinto la domanda di visto d'ingresso in Italia per lavoro subordinato. Il TAR non ha esaminato i motivi di legittimità dedotti, dichiarando il ricorso irricevibile perché depositato oltre il termine perentorio di trenta giorni decorrente dal perfezionamento della notificazione per il destinatario, ai sensi dell'art. 45, comma 1, c.p.a.

La decisione

Il TAR ha dichiarato irricevibile il ricorso, ritenendo superato il termine perentorio di trenta giorni previsto dall'art. 45, comma 1, c.p.a. per il deposito del ricorso decorrente dal perfezionamento della notificazione nei confronti del destinatario. Non è stata quindi esaminata la legittimità del diniego di visto né i motivi sostanziali contro il provvedimento consolare. Le spese di lite sono state compensate per la sussistenza di giustificate ragioni.

Norme richiamate

  • art. 45, comma 1, c.p.a.

    termine perentorio di trenta giorni

    Il ricorso deve essere depositato entro trenta giorni dal perfezionamento della notificazione per il destinatario; il mancato rispetto del termine comporta l'irricevibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Il ricorso amministrativo notificato deve essere depositato entro il termine perentorio di trenta giorni decorrente dal perfezionamento della notificazione nei confronti del destinatario; il deposito tardivo determina l'irricevibilità del ricorso, impedendo l'esame dei motivi di merito.
  • La verifica della tempestività del deposito costituisce una questione preliminare che, se risolta negativamente, preclude al giudice l'esame della legittimità dell'atto impugnato.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorso
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardività

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