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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28534/2024 del 16/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di revoca o sospensione dell'ordine di demolizione di opere abusive. Il ricorrente deduceva: nullità dell'ordinanza per mancata motivazione circa l'eccepita incompetenza della Procura ad eseguire demolizioni relative ad abusi commessi sino al 28/11/1997 (richiamando determinazioni/direttive interne della Procura); illogicità, travisamento e difetto di motivazione; deduceva che parte delle opere (60 mq accertati il 23/1/1997 e il "ponte" accertato nel 1994) sarebbero di natura manutentiva o oggetto di SCIA/atto comunale (determina n. 4/2019) che avrebbe revocato l'ordine di ripristino e dunque dovrebbero essere escluse dall'ordine di demolizione; per altro corpo di fabbrica era pendente domanda di permesso di costruire in sanatoria.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e respinto le censure. Sulla competenza: rilevata l'applicazione del principio "tempus regit actum", la Corte ha ritenuto che il titolo esecutivo e l'attivazione del procedimento siano successivi al 28/11/1997, per cui spettava al pubblico ministero l'esecuzione dell'ordine di demolizione; le circolari o direttive interne non sono vincolanti per il giudice penale né per il PM. Sul merito: il Tribunale aveva correttamente valutato che i 60 mq non erano opere meramente manutentive ma prolungamento del corpo di fabbrica e che gli abusi formavano un insieme unitario già oggetto di due sentenze irrevocabili (n. 36/1994 e n. 630/1999), impedendo la "parcellizzazione"; la determina comunale n. 4/2019 non può prevalere sul giudicato penale, in particolare sulla necessità dell'autorizzazione paesaggistica riconosciuta nelle sentenze; la domanda di sanatoria pendente non dimostrava la concreta prevedibilità di un esito favorevole a breve e non sospende l'esecuzione. Conseguenze: dichiarazione di inammissibilità del ricorso, condanna al pagamento delle spese e versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • principio "tempus regit actum"

    La disciplina procedimentale applicabile all'esecuzione si determina in base alle disposizioni vigenti al momento in cui l'atto deve essere compiuto; dunque la competenza per l'esecuzione si valuta con la normativa in vigore all'epoca dell'esecuzione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Premesso l'accertamento dell'inammissibilità, l'art. 616 c.p.p. dispone l'onere delle spese e può prevedere il versamento di somme in favore della Cassa delle ammende; applicato per condannare il ricorrente al pagamento di euro 3.000,00

  • Sentenza Corte costituzionale n. 186/2000

    Richiamata in tema di inammissibilità del ricorso e della valutazione della responsabilità della parte: anche se non risultano elementi di colpa nella proposizione dell'atto, alla declaratoria di inammissibilità può seguire l'onere previsto dall'art. 616 c.p.p.

  • Giurisprudenza della Cassazione (es.: Sez. 3, n. 28781/2018; Sez. 3, n. 30679/2016; Sez. 3, n. 5822/2022 e altre citate)

    Confermato orientamento secondo cui le circolari ministeriali o direttive interne hanno natura di atto amministrativo interno e non vincolano il giudice penale né il PM; la competenza e le modalità di esecuzione devono rispettare la legge e, in caso di variazione normativa, si applica il criterio temporale

  • Pareri/direttive interne della Procura e determine comunali (es.: determina n. 4/2019 Comune di Barano d'Ischia)

    Atto amministrativo comunale (o direttiva interna) non può modificare o annullare gli effetti di un giudicato penale; una determinazione comunale che qualifica interventi come manutentivi o esclude la rilevanza paesaggistica non prevale su una sentenza penale che ha accertato l'abuso e la necessità dell'autorizzazione paesaggistica

Massime di principio

  • La competenza per l'esecuzione di un ordine di demolizione si valuta con riferimento alla normativa vigente al momento dell'esecuzione (principio "tempus regit actum"); cambi di competenza intervenuti in momenti diversi non incidono retroattivamente su titoli successivi
  • Le circolari ministeriali, direttive interne o determinazioni di uffici diversi non hanno efficacia vincolante sul giudice penale né possono eliminare gli effetti di un giudicato penale
  • Una determinazione amministrativa di sanatoria o una SCIA non può, di per sé, far venire meno un ordine giudiziale irrevocabile di demolizione, specie se il giudicato ha accertato anche la violazione paesaggistica
  • La domanda pendente di permesso o sanatoria non sospende automaticamente l'esecuzione dell'ordine di demolizione: è necessario dimostrare la concreta e rapida prevedibilità dell'esito favorevole per ottenere misure cautelari inibitorie
  • Quando più abusi riguardano lo stesso immobile e sono stati giudicati unitariamente in sentenze di condanna, non è consentita la "parcellizzazione" delle opere per evitare l'esecuzione; l'accertamento di merito sulla natura manutentiva o di ampliamento è rimesso al giudice di merito e non è rivedibile in sede di Cassazione salvo vizio di diritto
  • Chi impugna deve confrontarsi specificamente e puntualmente con le motivazioni di merito: censure generiche o non trattate dal ricorso tendono a essere rigettate per inammissibilità o infondatezza

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