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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31294/2022 del 22/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il PM ha impugnato l'ordinanza del GIP che non convalidò il fermo operato nei confronti di Sot Emil e Denes Alexandru Daniel per il reato di ricettazione, deducendo violazione dell'art. 384, secondo comma, c.p.p. Sosteneva che la merce trovata occultata, per quantità, tipologia, modalità di custodia e assenza di documentazione fiscale, doveva ritenersi di illecita provenienza; inoltre chiedeva che fossero valorizzate anche le dichiarazioni rese immediatamente da uno degli indagati per verificare la provenienza della merce e lamentava che il controllo in sede di convalida non poteva essere equiparato a quello per l'adozione di misure cautelari.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha richiamato il principio per cui, in sede di convalida dell'arresto, il GIP è tenuto a un controllo di ragionevolezza sulla legittimità dell'operato della Polizia giudiziaria e non a valutare la gravità indiziaria degli elementi, riservata alla fase delle misure cautelari o al merito. Ha ritenuto corretta la valutazione del GIP che, constatata l'inutilizzabilità delle dichiarazioni rese immediatamente agli agenti (rese su sollecitazione) ai sensi dell'art. 350, comma VI, e la mancanza di elementi idonei a provare in modo evidente la provenienza illecita della merce, ha escluso i presupposti per la convalida del fermo. Essendo il ricorso proposto dalla parte pubblica inammissibile non è stata disposta condanna alle spese processuali né sanzione pecuniaria.

Norme richiamate

  • art. 384 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente come presunta violata; la Corte rileva che il ricorso non è ammissibile e non procede a rimettere in discussione la valutazione discrezionale del GIP

  • art. 386, comma 3 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla Corte come parte del quadro normativo che disciplina i termini e le modalità della convalida dell'arresto

  • art. 390, comma 1 cod. proc. pen.

    Richiamato insieme all'art. 386 per definire i limiti del controllo di legittimità in sede di convalida

  • art. 380 e 381 cod. proc. pen.

    Indicano i reati in relazione ai quali si valuta lo stato di flagranza; la Corte ricorda che la verifica in convalida riguarda l'esistenza dello stato di flagranza e la ragionevolezza dell'intervento di polizia

  • art. 350, comma VI cod. proc. pen.

    Norma applicata per escludere l'utilizzabilità delle dichiarazioni rese immediatamente agli agenti se rese su sollecitazione e quindi non considerate spontanee

Massime di principio

  • In sede di convalida dell'arresto il Giudice deve limitarsi a un controllo di ragionevolezza sulla legittimità dell'operato della Polizia giudiziaria e non a valutare la gravità indiziaria degli elementi di reità.
  • Le dichiarazioni rese immediatamente agli agenti sono utilizzabili solo se spontanee; quelle rese su sollecitazione possono essere escluse ai sensi dell'art. 350, comma VI, e pertanto non possono essere decisive per la convalida del fermo.
  • La mera presenza di merce occultata, l'assenza di documenti fiscali o la quantità non costituiscono automaticamente prova dell'illecita provenienza: è necessario un quadro di elementi che rendano evidente la recentissima commissione di un furto o altra fonte illecita.
  • La valutazione sulla sussistenza degli elementi idonei a sostenere un'accusa o a giustificare misure cautelari personali è diversa e più intensa rispetto al controllo operato in sede di convalida; bisogna distinguere i diversi livelli di sindacato giudiziario.
  • Se si vuole contrastare efficacemente un provvedimento di non convalida, il pubblico ministero deve fondare il ricorso su specifiche violazioni di legge o profili di illegittimità procedurale, poiché la Cassazione non riesamina le valutazioni di fatto compiute dal GIP in questa sede.
  • Per rafforzare la posizione accusatoria in casi analoghi è utile acquisire elementi oggettivi e documentali (scontrini, fatture, dichiarazioni di terzi, immagini, tracce che colleghino la merce a un furto) e curare la corretta rilevazione delle dichiarazioni (garantendo spontaneità e rispetto delle forme).

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