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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17514/2024 del 02/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza d'appello per plurimi vizi: per Mutti e Franceschini: errata applicazione e carenza probatoria rispetto agli artt. 318 e 321 c.p. (contestata inesistenza del pactum sceleris, mancata individuazione di atti di ufficio promessi, insufficiente prova della dazione o promessa e dell'elemento soggettivo del concorrente); doglianze sulla omessa rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale e sulla mancata considerazione della richiesta di sostituzione della pena. Per Franceschini: ulteriori censure sugli artt. 615-ter c.p. e 326 c.p. (contestazione della rilevanza penale delle visure e della mancanza delloggetto del reato o dell'autorizzazione), e sulla motivazione circa il suo concorso negli accessi abusivi del coniuge. Per Morselli: contestazione della natura e della proporzione delle utilita' ricevute (tre prosciutti), della sussistenza del concorso di persone e richiesta di applicazione dell'art. 323-bis c.p. (particolare tenuità del fatto). Inoltre il Pubblico Ministero aveva chiesto in udienza, tra l'altro, annullamento con rinvio in relazione alla richiesta di sostituzione della pena da parte di Franceschini e alla eventuale riqualificazione ex art. 323-bis sollecitata da Morselli.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto in gran parte infondati i profili di merito che sollecitavano una diversa valutazione probatoria ma ha disposto: annullamento senza rinvio della sentenza impugnata nei confronti di Franceschini, Morselli e Mutti in relazione ai reati indicati ai capi 6 e 7 e, nei confronti di Franceschini, anche ai capi 11 e 12 commessi non oltre il 04/07/2016, perché estinti per prescrizione. Per Franceschini ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello di Bologna ai fini della rideterminazione della pena per i reati residui non estinti. Ha inoltre rilevato la carenza motivazionale della Corte d'appello quanto al mancato esame della possibile applicazione dell'art. 323-bis nei confronti di Morselli, ma l'annullamento su tale punto è precluso per prescrizione. Sono confermate le statuizioni civili e i ricorrenti sono stati condannati a rifondere le spese di rappresentanza e difesa alle parti civili nel presente grado.

Norme richiamate

  • art. 318 cod. pen.

    La Corte lo interpreta come reato di pericolo che sanziona il mercimonio della funzione pubblica; non è necessario che il patto comporti il compimento di atti specifici dell'ufficio perché l'asservimento della funzione è già intrinsecamente lesivo; pertanto il pactum sceleris può avere contenuto indeterminato e non richiedere stretta coincidenza funzionale con la sezione di appartenenza del pubblico ufficiale

  • art. 321 cod. pen.

    Richiamato congiuntamente ad art. 318 nel quadro della fattispecie corruttiva messa a disposizione della funzione; interpretato in senso correlato allaccertamento del patto corruttivo e della dazione/promessa di utilità

  • art. 615-ter cod. pen.

    Norma sull'accesso abusivo a sistemi informatici: la Corte ha ritenuto provate le linee di interrogazione illecite e tuttavia ha dichiarato estinti per prescrizione i reati commessi non oltre il 04/07/2016; il concorso di Franceschini come istigatrice/determinatrice è stato valutato alla luce degli elementi istruttori

  • art. 326 cod. pen.

    Rivelazione di segreto d'ufficio: la Corte ricorda che si tratta di reato di pericolo effettivo; la fattispecie sussiste quando informazioni riservate, non normalmente accessibili, sono comunicate senza titolo. Nel caso la Corte ha ritenuto le informazioni non generiche e non tutte autorizzate, affermando la configurabilità del reato, salvo estinzione per prescrizione su taluni periodi

  • art. 323-bis cod. pen.

    Circostanza attenuante della particolare tenuità del fatto: la Corte rileva che la motivazione della Corte d'appello sul rifiuto di applicarla nei confronti di Morselli è carente, ma l'annullamento sul punto è comunque precluso per intervenuta prescrizione

  • art. 32-quater cod. pen.

    Pena accessoria dell'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione: la Corte d'appello aveva ridotto la pena accessoria a un anno, misura richiamata nel procedimento

Massime di principio

  • L'art. 318 c.p. va interpretato come reato di pericolo: non occorre la prova del compimento di atti specifici dellufficio, ma basta il pactum sceleris che assoggetta la funzione pubblica a interessi privati dietro dazione o promessa di utilità
  • La competenza funzionale stretta (es. diversa sezione) non esclude automaticamente la configurabilità dellart. 318 se risulta che il pubblico ufficiale poteva comunque esercitare una influenza o promettere asservimento della funzione
  • In procedimenti per corruzione è cruciale provare il sinallagma do ut des e la consapevolezza del corruttore; conversazioni, incontri e captazioni che indicano passaggi su pagamento e 'riscossione' possono integrare tale prova
  • Per reati informatici e di rivelazione del segreto occorre documentare la riservatezza delle informazioni e la mancanza di titolo allaccesso; la qualifica di intermediario professionale può non neutralizzare la responsabilità se alcune informazioni riguardano soggetti non delegati
  • Le questioni di merito probatorio vengono valutate restrittivamente in Cassazione: ricostruzioni alternative dei fatti sono difficilmente accolte se i giudici di merito hanno motivato compiutamente
  • La prescrizione puo' mutare l'esito processuale anche quando sussista una valutazione di responsabilità di merito; perciò in casi con fatti anteriori al termine prescrizionale occorre calcolare con attenzione le sospensioni (es. emergenza pandemica)
  • Se si contesta la mancata applicazione della particolare tenuità ex art. 323-bis o si chiede la sostituzione della pena, è importante che tali richieste siano esplicitamente sostenute e motivate già in sede di appello perché la mancata motivazione può costituire vizio impugnabile

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