Cassazione Penale, Sentenza n. 17511/2024 del 02/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la sentenza di appello che aveva riformato la sentenza di primo grado condannando Arfuso per partecipazione ad associazione di tipo 'ndranghetista (art. 416-bis c.p.). I motivi principali: vizio di motivazione e travisamento della prova con riguardo all'esistenza di una "locale" in Trentino e al ruolo effettivo del ricorrente; insufficienza degli elementi per ritenere la partecipazione personale e stabile di Arfuso (atti di militanza, contributo concreto); errata applicazione delle aggravanti (tra cui la recidiva aggravata ex art. 99 c.p. e l'aggravante dell'associazione armata) e diniego ingiustificato delle circostanze attenuanti generiche; eccessività della pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato e ha confermato la decisione della Corte di Appello di Trento. È stata quindi confermata la responsabilità di Arfuso per il reato di associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.), la qualificazione della "locale" trentina collegata alla casa madre calabrese, la sussistenza di elementi indicativi della forza intimidatrice e del contributo partecipativo del ricorrente (in particolare: intercettazioni, riunioni conviviali, ruoli riconosciuti, contatti e compiti economici). La Cassazione ha ritenuto corretta anche l'applicazione della recidiva e dell'aggravante relativa alla detenzione/uso di armi (nella forma valutata dalla Corte), nonché il rigetto delle attenuanti generiche. Sono confermate le statuizioni civili liquidate in appello (importi indicati in sentenza) e la condanna alle spese processuali e alla rifusione delle spese delle parti civili. Il ricorso è stato dunque respinto e la sentenza di appello mantenuta.
Norme richiamate
art. 416-bis cod. pen.
Il reato richiede, oltre all'organizzazione plurima di persone, la capacità concreta e percepibile di esercitare forza intimidatrice. Nel caso di 'locale' delocalizzata collegata alla casa madre, è sufficiente dimostrare un collegamento organico e funzionale percepibile all'esterno; non è sempre necessario che la esteriorizzazione sia su tutta la comunità, può riferirsi anche a un settore economico specifico.
art. 416-bis, commi 4 e 5 cod. pen.
Aggravanti connesse alla partecipazione consapevole ad una consorteria dotata di armi o all'adozione di modalità particolarmente gravi: la Corte ha ritenuto che la detenzione/uso di armi in seno al sodalizio possa rilevare anche se l'estrinsecazione non è generale, purché vi sia consapevolezza o colpa.
art. 99, comma 2, n. 1 cod. pen.
La recidiva aggravata può essere valutata anche con riferimento a precedenti che denotano una perdurante inclinazione alla criminalità; la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione della recidiva valutando il rapporto concreto fra reato precedente e reato in giudizio.
art. 133 cod. pen.
Criteri per la concessione delle circostanze attenuanti generiche: il giudice di merito valuta in concreto e non è tenuto a menzionare ogni elemento favorevole, ma solo quelli ritenuti decisivi; la Corte ha ritenuto legittimo il diniego delle attenuanti sulla base della gravità e delle precedenti condanne.
art. 581, comma 1-ter cod. proc. pen.
Riferimento procedurale: la Corte ha affermato che la normativa che impone l'elezione di domicilio a pena di inammissibilità non è applicabile al giudizio di cassazione come interpretata in giurisprudenza.
art. 63, comma 4 cod. pen.
Aumento facoltativo della pena per l'aggravante 'armata': la Corte ha valutato l'aggravante e la sua rilevanza nel complesso del calcolo della pena, senza ritenere necessario applicare l'ulteriore aumento in concreto.
Massime di principio
- Per reati di tipo mafioso (art. 416-bis) posti da 'locali' delocalizzate è essenziale dimostrare o la concreta esteriorizzazione del metodo mafioso nel contesto sociale/settore economico di riferimento oppure un collegamento organico e funzionale con la casa madre che sia percepibile all'esterno; non basta il mero legame interno o la potenzialità astratta.
- La partecipazione personale si valuta sulla base di indici concreti (intercettazioni, riunioni, direzione/coinvolgimento in iniziative economiche, ruolo riconosciuto dagli altri sodali, messa a disposizione stabile): presenza occasionale o rapporti familiari da soli possono non essere sufficienti.
- Le intercettazioni e la loro interpretazione sono valutazione di merito: la Cassazione sindaca solo per manifesta illogicità o irragionevolezza, quindi molto dipende dalla valutazione del giudice di merito.
- L'aggravante per associazione "armata" può operare anche se la consorteria non mostra armi in pubblico, purché vi siano elementi che rendano credibile la consapevolezza della disponibilità di armi tra i sodali; la conoscenza implicita o la colpa possono essere rilevanti.
- La recidiva si applica con una valutazione concreta del rapporto tra precedenti condanne e reato attuale: non è automatico, ma se i precedenti denotano attitudine analoga alla commissione del nuovo reato la recidiva può essere confermata.
- Il diniego delle attenuanti generiche rientra nell'apprezzamento del giudice di merito che non deve esaurire la sua motivazione elencando ogni circostanza favorevole, ma deve motivare sui punti decisivi.
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