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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17508/2024 del 02/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La Procura generale impugnava l'assoluzione pronunciata dalla Corte d'appello, sostenendo che i giudici di secondo grado avessero travisato le prove e trascurato elementi rilevanti: in particolare contestava la valutazione dell'uso pubblico della stradina insistente su terreno privato, l'esistenza dei presupposti di urgenza per le ordinanze comunali, l'assenza di dolo e il mancato riconoscimento dell'interesse qualificato del sindaco (conseguente dovere di astensione) che avrebbe prodotto un vantaggio per lui e i suoi congiunti. Il ricorso denunciava altresì presunte omissioni e valutazioni errate circa la rilevanza della sentenza del TAR e delle dichiarazioni del responsabile dell'ufficio tecnico comunale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della Procura generale. Ha rilevato l'assenza di interesse a impugnare con riferimento alla prima ordinanza, la cui fattispecie era già estinta per prescrizione. Sostanzialmente ha dato ragione alla Corte d'appello che, valorizzando la sentenza del Tribunale amministrativo (acquisita in sede di rinnovazione istruttoria ex art. 603 c.p.p.), aveva accertato l'uso pubblico della strada e, perciò, l'assenza di danno ingiusto per il proprietario e di ingiusto vantaggio patrimoniale per l'imputato. La Cassazione ha inoltre richiamato il principio della "doppia ingiustizia" richiesto dall'art. 323 cod. pen., nonché le novità legislative che restringono l'ambito di punibilità quando l'azione rientra in valutazioni discrezionali o non produca danno o profitto ingiusto; di conseguenza l'assoluzione è stata confermata.

Norme richiamate

  • art. 323 cod. pen.

    La norma è interpretata alla luce del principio della doppia ingiustizia: per la configurabilità del reato occorre non solo la violazione del dovere ma anche la produzione di un danno ingiusto o di un vantaggio patrimoniale ingiusto. La Corte ha richiamato le modifiche legislative che ne hanno ristretto l'ambito applicativo.

  • art. 50 d.lgs. n. 267/2000, comma 5

    La previsione, nella formulazione novellata dall'art. 8 del d.l. n. 14/2017, legittima ordinanze contingibili e urgenti anche per esigenze di vivibilità urbana; la Corte ha ritenuto che le ordinanze impugnate rientrassero in tale ambito, incidendo sulla valutazione della legittimità amministrativa dei provvedimenti.

  • art. 8 d.l. n. 14/2017

    La novella ha ampliato le ipotesi di intervento del sindaco includendo la vivibilità urbana, elemento che la Corte d'appello ha ritenuto rilevante per giustificare le ordinanze oggetto di causa.

  • art. 23 d.l. n. 76/2020 convertito con legge 11/09/2020 n. 120

    La modifica normativa ha ristretto l'ambito di applicazione dell'art. 323 cod. pen., escludendo la punibilità quando le disposizioni di condotta lasciano margini di discrezionalità: la Corte ha ricordato questo limite al sindacato penale sull'azione amministrativa.

  • art. 603 c.p.p.

    È stato richiamato per giustificare la rinnovazione istruttoria in appello e l'acquisizione della sentenza del TAR come elemento probatorio nuovo rilevante ai fini della decisione di merito.

Massime di principio

  • Per imputare il reato di abuso d'ufficio ex art. 323 cod. pen. occorre dimostrare non solo la violazione del dovere o dell'obbligo di astensione, ma anche la produzione di un danno ingiusto o il conseguimento di un vantaggio patrimoniale ingiusto: senza questo elemento non sussiste responsabilità penale.
  • La qualificazione dell'uso pubblico di un'area privata (servitù di uso pubblico) è elemento centrale: se accertata, può escludere il preteso danno ingiusto al proprietario e l'ingiusto profitto dell'amministratore, incidendo negativamente sulla prospettazione del reato.
  • Le sentenze del giudice amministrativo, se acquisite e non contrastate efficacemente, possono avere rilevanza decisiva nel processo penale; tuttavia il giudice penale non è vincolato se la decisione amministrativa non è passata in giudicato o se i profili dedotti in sede penale sono diversi.
  • Le modifiche legislative (es. novellazioni del 2017 e 2020) vanno sempre considerate: ampliamenti del potere amministrativo o, al contrario, restrizioni della punibilità penale possono incidere sulla rilevanza penale di provvedimenti amministrativi adottati in situazioni di presunta urgenza.
  • Il pubblico ministero può trovarsi senza interesse concreto ad impugnare se la fattispecie è estinta per prescrizione; in tali casi il ricorso può essere dichiarato inammissibile salvo che sussista un interesse esterno e concreto alla decisione.
  • Nel valutare conflitti di interesse e doveri di astensione è necessario provare un interesse qualificato e specifico dell'amministratore: la mera prossimità territoriale o un generico vantaggio collettivo non sono sufficienti senza prova dell'utilità diretta e concreta.
  • Il sindacato penale sulla legittimità tecnica-amministrativa degli atti è limitato: il giudice penale non può sostituirsi al giudice amministrativo nelle valutazioni di merito se non emergono profili penalmente rilevanti chiaramente distinti da quelli amministrativi.

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