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Cassazione Penale, Ordinanza n. 30025/2026 del 06/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La sentenza riguarda il ricorso proposto dall'imputato avverso la decisione della Corte d'appello di Bari che aveva confermato la condanna per evasione. Dal testo emerge che il ricorrente contestava principalmente il trattamento sanzionatorio: deduceva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, il mancato riconoscimento di un diverso e più favorevole bilanciamento delle attenuanti generiche e il diniego della sostituzione della pena detentiva con una pena sostitutiva. I giudici di legittimità rilevano che il fatto consisteva nell'allontanamento volontario, durante l'espiazione della pena in regime di detenzione domiciliare, per recarsi in un bar e rimanervi circa due ore. La Corte reputa manifestamente infondati i motivi, ritenendo corretta la valutazione di gravità del fatto, l'assenza di elementi per un miglior bilanciamento delle attenuanti generiche e la mancata concedibilità delle pene sostitutive alla luce della personalità del condannato, della recidiva e dei plurimi precedenti penali.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato. Ha quindi confermato la condanna per evasione ex art. 385 c.p. e, quanto al trattamento sanzionatorio, ha ritenuto corretto il diniego della particolare tenuità del fatto, delle ulteriori attenuanti generiche e della sostituzione della pena detentiva. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 385 c.p.

    È la norma incriminatrice per il reato di evasione, oggetto della conferma di condanna e del ricorso dichiarato inammissibile.

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata esclusa perché il fatto è stato ritenuto complessivamente grave, anche in ragione dell'allontanamento volontario durante la detenzione domiciliare.

  • art. 62-bis c.p.

    Le attenuanti generiche non sono state oggetto di un diverso e più favorevole bilanciamento, poiché non sono emersi comportamenti meritevoli di una valutazione più favorevole rispetto a quella già compiuta nel giudizio di merito.

  • art. 58 e ss. c.p.

    La Corte richiama in sostanza la disciplina delle pene sostitutive, negandone l'applicazione per mancanza di presupposti legati all'osservanza delle prescrizioni e alla finalità rieducativa.

  • art. 99 c.p.

    La recidiva è valorizzata ai fini della valutazione negativa sulla personalità dell'imputato e sulla concedibilità delle pene sostitutive.

Massime di principio

  • In tema di evasione, l'allontanamento volontario dal luogo di detenzione domiciliare per alcune ore integra un fatto di non lieve gravità e può escludere la particolare tenuità ex art. 131-bis c.p.
  • Il giudizio sulle attenuanti generiche è censurabile in cassazione solo se il giudice di merito omette o travisa elementi decisivi; non basta prospettare una diversa valutazione di circostanze già considerate.
  • La sostituzione della pena detentiva con pene sostitutive può essere negata quando, alla luce della personalità del condannato, della recidiva e dei precedenti penali, non sia ragionevolmente affidabile il rispetto delle prescrizioni né apprezzabile una concreta funzione rieducativa.
  • Il ricorso che si limita a contestare valutazioni di merito adeguatamente motivate sul trattamento sanzionatorio è inammissibile per manifesta infondatezza.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniReati ostativi
RamiProcesso penaleEsecuzione penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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