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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5961/2023 del 13/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il difensore impugnava l'ordinanza che aveva riconosciuto la continuazione tra reati oggetto di cinque sentenze e aveva rideterminato la pena complessiva in 17 anni e 2 mesi di reclusione. I motivi denunciavano: (1) carenza/contraddittorietà della motivazione circa la consistente misura degli aumenti per continuazione; (2) violazione dell'art. 99, comma 4, cod. pen., in quanto tutti i reati satellite erano stati commessi prima del passaggio in giudicato della sentenza indicata quale base di calcolo, per cui il calcolo degli aumenti non poteva tener conto della recidiva non ancora dichiarata; inoltre si deduceva che il giudice dell'esecuzione non può applicare aumenti superiori a quelli determinati in sede di cognizione.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha rilevato contraddittoria la motivazione della Corte territoriale nell'applicazione dell'art. 81, comma 4, cod. pen., perché la sentenza aveva alternativamente affermato che il minimo di un terzo si riferisce all'aumento complessivo e poi aveva applicato un incremento minimo riferito a ciascun reato satellite. La Suprema Corte ha chiarito che il 'minimo legale' (un terzo della pena inflitta per il reato più grave) si riferisce all'aumento complessivo relativo a tutti i reati satellite e non a ciascuno separatamente. Per tale motivo l'ordinanza è stata annullata e la causa rinviata alla Corte di appello di Roma per una nuova quantificazione della pena complessiva. Pur precisando che la misura della pena precedente non eccedeva il massimo consentito dall'art. 81, la Corte ha disposto l'annullamento per l'erronea individuazione del vincolo minimo. Decisione resa il 25 gennaio 2023.

Norme richiamate

  • art. 81, comma 4, cod. pen.

    Il minimo del terzo va riferito all'aumento complessivo per la continuazione (tutti i reati satellite considerati complessivamente) e non all'aumento applicato separatamente a ciascun reato satellite; la Corte ha annullato l'ordinanza per contraddittorietà nell'applicazione di tale parametro

  • art. 99, comma 4, cod. pen.

    Rilevata la questione circa l'uso della recidiva qualificata quale parametro ai fini degli aumenti per continuazione: la Corte ha valorizzato l'osservazione difensiva che la recidiva non poteva essere presa in considerazione se, al momento della consumazione dei reati satellite, non era stata ancora dichiarata; la valutazione concreta è stata rimessa al giudice di rinvio

  • giurisprudenza citata - Sez. 1, n. 5478 del 13/01/2010 (Motta)

    Richiamato il principio secondo cui il 'minimo legale' dell'art. 81, comma 4, riguarda l'aumento complessivo per la continuazione, in linea con la statuizione di legittimità richiamata

Massime di principio

  • Il limite minimo previsto dall'art. 81, comma 4, cod. pen. (un terzo della pena del reato più grave) va applicato all'aumento complessivo per continuazione e non come aumento minimo da applicare separatamente a ciascun reato satellite.
  • La determinazione della pena complessiva per continuazione deve essere motivata in modo coerente: il giudice non può applicare regole contrastanti nella stessa decisione.
  • La recidiva prevista dall'art. 99, comma 4, incide sul calcolo degli aumenti solo se il relativo status (o la sua valutazione definitiva) sussiste rispetto al periodo di commissione dei reati rilevanti; va quindi verificata la temporalità e i presupposti della recidiva prima di computarla per la continuazione.
  • Il giudice dell'esecuzione, nel rideterminare la pena complessiva, deve rispettare i criteri e i limiti dettati dalla legge e dalla cognizione e fornire espressa, non contraddittoria motivazione per qualsiasi diverso apprezzamento; eventuali errori di calcolo o di interpretazione delle soglie minime/minime legali comportano annullamento e rinvio.
  • In situazioni analoghe è opportuno verificare preventivamente: quale sentenza è presa a base (reato più grave), se la recidiva era presente al momento della commissione dei reati satellite, e se i minimi legali sono stati applicati all'aggregato o ai singoli titoli di condanna.

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