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Cassazione Penale, Ordinanza n. 37087/2026 del 22/10/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L’imputato ha impugnato la sentenza della Corte di appello di Napoli del 22 ottobre 2025, che aveva parzialmente riformato la decisione del Tribunale di Napoli del 29 novembre 2024 concedendo il beneficio della non menzione, ma confermando la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione, con sospensione condizionale, per il reato di dichiarazione fraudolenta mediante indicazione di elementi passivi fittizi, commesso a Napoli il 3 settembre 2014. I due motivi, sovrapponibili, denunciavano vizio di motivazione e violazione di legge in relazione alla conferma della responsabilità, contestando la valutazione delle prove e proponendone una lettura alternativa. Secondo la ricostruzione dei giudici di merito, l’imputato, quale legale rappresentante della società contribuente, aveva indicato nella dichiarazione annuale relativa al 2013 elementi passivi fittizi riferiti a rapporti con una società non operativa, che aveva emesso fatture false per euro 727.000 relative a operazioni inesistenti; il legale rappresentante di tale società era figlio dell’imputato.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo manifestamente infondati entrambi i motivi perché diretti a ottenere una rivalutazione alternativa delle fonti probatorie, estranea al giudizio di legittimità. Ha rilevato che la sentenza d’appello aveva esaminato esaurientemente le prove e fornito una motivazione razionale sulla condotta e sulla consapevolezza dell’imputato, anche considerando il rapporto di parentela con il legale rappresentante della società emittente le fatture. Restano ferme la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione, la sospensione condizionale e la non menzione. Ai sensi dell’art. 616 c.p.p., il ricorrente è tenuto al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 2 d.lgs. 74/2000

    il ricorrente, quale legale rappresentante della C.O.P.I. Manutenzione e Trasporti, ha indicato nella dichiarazione annuale relativa al 2013 elementi passivi fittizi riferiti al rapporto commerciale con la Kerlis Consulting s.r.I., società non operativa, che ha emesso false fatture per euro 727.000 riguardanti operazioni inesistenti, essendo peraltro significativo, sul versante soggettivo, che il legale rappresentante della Kerlis Consulting s.r.I era il figlio del ricorrente.

    La fattispecie è ricondotta all’indicazione in dichiarazione di elementi passivi fittizi fondati su fatture relative a operazioni inesistenti; la Corte ritiene adeguatamente motivata la responsabilità anche in relazione agli elementi indicativi della consapevolezza dell’imputato.

  • art. 616 c.p.p.

    rilevato che alla declaratoria dell'inammissibilità consegue, a norma dell'art. 616 cod. proc. pen., l'onere del pagamento delle spese del procedimento, nonché quello del versamento della somma, in favore della Cassa delle ammende, equitativamente fissata in tremila euro.

    Alla declaratoria d’inammissibilità del ricorso conseguono il pagamento delle spese processuali e il versamento alla Cassa delle ammende della somma equitativamente determinata in 3.000 euro.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito ottenere una nuova valutazione delle fonti di prova contrapponendo alla ricostruzione dei giudici di merito una lettura alternativa dei fatti, quando la motivazione impugnata risulti razionale ed esauriente.
  • La motivazione sulla responsabilità per dichiarazione fraudolenta può valorizzare, ai fini della consapevolezza dell’imputato, circostanze concrete del rapporto con la società che ha emesso le fatture relative a operazioni inesistenti, compreso il legame familiare tra i rispettivi legali rappresentanti, purché inserite nella valutazione complessiva delle prove.

Come è indicizzato

MaterieDichiarazione fraudolentaImpugnazioni
RamiReati tributariProcesso penale

Testo integrale

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