Cassazione Penale, Sentenza n. 160/2023 del 05/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Pisanu era indagato per concorso in un incendio doloso avvenuto il 10/07/2020 a S. Colombano Certenoli, collegato a una frode assicurativa sulla ristrutturazione di un immobile di proprietà della società Nisi s.r.l. Le indagini avevano raccolto confessioni dei due esecutori materiali e dichiarazioni di chiamata in correità rese da Stefano Camellina che avrebbe indicato la presenza del Pisanu a un incontro con altri indagati; emergono anche rapporti personali e gestionali tra Pisanu e Bruno Grifo (reo confesso) e la gestione di fatto della società Nisi. Con ricorso per cassazione si denunciava principalmente carenza di motivazione sulla gravità indiziaria (la chiamata in correità era generica e priva di dettagli e riscontri), nonché insufficiente motivazione circa il pericolo di recidiva e la scelta della misura cautelare (obbligo di dimora con divieto notturno che limita l'attività lavorativa).
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo ritenendolo fondato: ha annullato l'ordinanza impugnata e rinviato al Tribunale di Genova per un nuovo giudizio. La Corte ha rilevato che il giudice del merito non ha adeguatamente valutato l'attendibilità della chiamata in correità di Camellina, che si limitava a indicare la presenza di Pisanu a un incontro senza elementi di riscontro o di dettaglio; inoltre i riscontri prodotti (presunti legami personali e gestione della società) risultavano contraddittori e non idonei a confermare la gravità indiziaria. I motivi relativi a pericolo di recidiva e scelta della misura sono stati assorbiti e rimessi al giudice di rinvio, che dovrà rinnovare il riesame senza vincoli sul merito ed evitare le carenze motivazionali rilevate.
Norme richiamate
ai sensi dell'art. 309 cod. proc. pen.
indica la competenza del Tribunale quale giudice del riesame/Tribunale della libertà per le impugnazioni avverso le misure cautelari personali
Massime di principio
- Per l'applicazione di misure cautelari basate sulla gravità indiziaria è necessaria una motivazione dettagliata: le dichiarazioni di chiamata in correità devono essere specifiche (tempo, luogo, modalità) e valutate nella loro attendibilità
- La mera indicazione della presenza del sospetto a incontri con altri indagati, senza riscontri esterni o dettagli, non è di per sé sufficiente a fondare la gravità indiziaria
- I riscontri invocati (legami personali, gestione di fatto di società, vantaggi economici) devono essere coerenti e non contraddittori con altre emergenze probatorie; incongruenze possono indebolire la qualificazione degli indizi
- Quando la misura limita l'attività lavorativa, il giudice deve motivare la necessità e la proporzionalità della misura rispetto all'interesse cautelare perseguito
- Carenze motivazionali sulla gravità indiziaria comportano l'annullamento del provvedimento e rinvio per nuovo esame; i profili dipendenti dalla gravità indiziaria vengono assorbiti e devoluti al giudice di rinvio
- In sede di riesame il giudice di merito deve effettuare una valutazione autonoma e completa della qualità e dei riscontri degli indizi, senza limitarsi a enunciazioni generiche
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