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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1905/2024 del 16/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di Salerno che, nel riesame, aveva sostituito la misura della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari ma aveva comunque ritenuto sussistenti gravi indizi di associazione a delinquere finalizzata a furti in abitazione e ricettazione e l'attualità delle esigenze cautelari. La difesa contestava la gravità indiziaria (sostenendo che gli elementi a carico si riducevano a una sola visita al banco dei pegni e a una telefonata), la mancata attualità del pericolo di reiterazione e la scelta della misura (ritenuta eccessiva rispetto all'obbligo di dimora).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo le censure manifestamente infondate o non sindacabili in sede di legittimità. Ha confermato che il Tribunale del riesame aveva adeguatamente motivato la sussistenza dei gravi indizi (video di sorveglianza, riconoscimenti delle vittime, depositi di monili riconducibili ai furti, rinnovi dei pegni) e l'attualità del periculum considerata la continuità dell'attività delinquenziale e la sistematicità della consegna della refurtiva ai banchi dei pegni. La ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 274, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Il requisito dell'attualità del pericolo non richiede l'imminenza di specifiche occasioni di recidiva ma una valutazione prognostica sulla possibilità di condotte reiterative; il giudice deve considerare modalità della condotta, personalità e contesto socio-ambientale

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna alle spese e all'ammenda in caso di inammissibilità del ricorso; la Corte ha liquidato una somma a favore della Cassa delle Ammende

  • art. 23, comma 8, DL 137/2020

    Norma segnalata per la trasmissione della requisitoria scritta dalla Procura Generale; utilizzata per registrare la posizione del pubblico ministero sulla inammissibilità

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione in materia di misure cautelari valuta la motivazione del giudice di merito solo nei limiti della manifesta illogicità o della violazione di norme: non riesamina i fatti né riformula valutazioni probatorie ordinariamente riservate al giudice del merito
  • Per il reato di ricettazione il giudice può fondare la responsabilità su prove logiche e circostanziali senza la necessità di accertare integralmente il delitto presupposto o i suoi autori, quando la natura e le caratteristiche del bene e gli elementi probatori (video, riconoscimenti, rinnovi dei pegni) rendano plausibile la provenienza illecita
  • L'attualità del pericolo di reiterazione è un giudizio prognostico che può giustificare misure restrittive anche a distanza di tempo se emerge continuità o sistematicità nella condotta criminale e se il contesto dimostra la possibilità di recidiva
  • La scelta tra misure cautelari (es. arresti domiciliari vs obbligo di dimora) è discrezionale e incensurabile in Cassazione se il giudice ha fornito motivazione congrua e logica sul perché una misura meno afflittiva non sia idonea a garantire gli scopi cautelari
  • Le censure fondate su una diversa valutazione delle stesse circostanze (es.: rilevare che c'era "una sola visita" o che "una sola telefonata" non basterebbe) sono in genere inammissibili in Cassazione salvo che non si dimostri manifesta contraddittorietà o illogicità della motivazione di merito

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