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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4022/2022 del 04/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 28/01/2021 che ha respinto il reclamo avverso la proroga della sottoposizione al regime differenziato di cui all'art. 41‑bis ord. pen. (Decreto Ministeriale 19/11/2019). Il ricorrente deduce erronea applicazione della disciplina e apparente motivazione, lamentando in particolare l'omessa valutazione di elementi storici rilevanti dedotti nel reclamo (tra cui assoluzioni intervenute rispetto a contestazioni per stragi) e la mancata attualizzazione delle ragioni che giustificano la proroga.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso per apparente carenza motivazionale. Ha ritenuto che il Tribunale di Sorveglianza non abbia compiuto un concreto apprezzamento dei dati storici offerti dal reclamante (in particolare le assoluzioni in procedimenti rilevanti) e non abbia adeguatamente vagliato elementi sopravvenuti rispetto alle originarie statuizioni. La Corte ha richiamato il principio secondo cui la proroga del 41‑bis richiede un ponderato esame di tutti gli elementi che attestano la permanenza della pericolosità e la capacità di mantenere contatti con l'associazione. Per tali ragioni ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il giudizio al Tribunale di Sorveglianza di Roma per nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 41‑bis ord. pen. (legge 26 luglio 1975, n. 354)

    comma 2‑bis (parametri non esaustivi per valutare la capacità del condannato di mantenere contatti con l'associazione)

    La proroga del regime differenziato richiede un ponderato apprezzamento di merito che consideri sia le ragioni originarie sia gli elementi sopravvenuti; la motivazione deve esplicitamente confrontarsi con le allegazioni difensive rilevanti e non può limitarsi a richiamare valutazioni pregresse

  • Decreto Ministeriale 19/11/2019

    Atto amministrativo applicativo della misura detentiva differenziata oggetto del reclamo; va tenuto presente nel quadro dei provvedimenti di proroga impugnati

  • Giurisprudenza (Sez. I n. 2660 del 9.10.2018; Sez. V n. 40673 del 30.5.2012)

    Richiamati principi consolidati: (i) la necessità di valutare l'attuale capacità del condannato di mantenere contatti con l'organizzazione criminale secondo i parametri del comma 2‑bis; (ii) possibile considerazione della rilevanza del ruolo pregresso ma senza esonerare il giudice dall'esame degli elementi sopravvenuti e delle ragioni difensive

Massime di principio

  • La proroga del regime 41‑bis richiede una motivazione concreta che rapporti le ragioni originarie alle eventuali novità sopravvenute: il giudice deve esaminare espressamente le allegazioni difensive rilevanti (es. assoluzioni, elementi di dissociazione, comportamenti in detenzione).
  • L'accertamento della permanenza della pericolosità è un apprezzamento di merito che non può essere sostituito dalla Corte di legittimità: tuttavia la Cassazione annulla quando rileva 'apparenza motivazionale' ossia omissioni su punti determinanti della difesa.
  • La pregressa posizione di rilievo nel contesto associativo può essere considerata, ma non esime il Tribunale dall'aggiornare la valutazione alla luce di fatti sopravvenuti che possano attenuare o dissociare la pericolosità.
  • In caso di omissione nella motivazione su elementi decisivi (per esempio assoluzioni o elementi probatori nuovi), il rimedio è l'annullamento con rinvio per un nuovo giudizio che si pronunci esplicitamente su quei punti.
  • Difensori: in ricorsi contro proroghe 41‑bis sia necessario documentare e insistire su ogni elemento sopravvenuto (sentenze di proscioglimento, comportamenti collaborativi/dissociativi, valutazioni cliniche) e richiedere espressa motivazione del Tribunale su tali aspetti.

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