Cassazione Penale, Sentenza n. 7522/2025 del 25/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso contro il decreto della Corte d'Appello di Torino del 02/09/2024 per presunta insufficiente motivazione: il PG denunciava che la Corte d'Appello non avrebbe valutato adeguatamente periodi in cui Saffiotti sarebbe stato portatore di pericolosità (1990-2000, 2007-2012, 2018-2020) e avrebbe dovuto esaminare le acquisizioni patrimoniali in quei periodi (es. acquisto immobiliare del 2000 con mutuo pagato tra il 2000 e il 2015, alienato nel 2017) nonché un episodio di ricettazione di un veicolo rubato nel 2016.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e ha confermato la decisione della Corte d'Appello che, in sede di rinvio, aveva revocato le misure di prevenzione personali e patrimoniali nei confronti di Saffiotti. La Cassazione ha ritenuto corretta l'applicazione del criterio 'tassativizzante' richiesto dalla giurisprudenza e dalla Corte costituzionale: la presenza di lunghi intervalli temporali privi di condotte lucrogenetiche (2000-2007 e 2012-2018) impedisce di ritenere acquisito il requisito dell'abitualità necessario per la categoria di cui all'art.1 co.1 lett. b d.lgs. 159/2011; l'acquisto del 2000 era finanziato con mutuo i cui pagamenti prevalenti ricadono in periodo non caratterizzato da indicatori di pericolosità, quindi non si poteva ricondurre l'immobile a proventi illeciti; l'episodio di ricettazione contestato in modo isolato non è sufficiente a giustificare il ripristino delle misure personali senza evidenza di continuità/abitualità.
Norme richiamate
d.lgs. n.159 del 2011, art.1 co.1 lett. b
La lettera b richiede che il soggetto abbia commesso abitualmente delitti lucrogenetici tali da generare proventi: il giudice deve accertare, con elementi di fatto e motivazione puntuale, la reale 'abitualità' delle condotte delittuose e la correlazione temporale con gli acquisti patrimoniali.
Sentenza Corte Costituzionale n.24 del 2019
Conferma e valorizza l'approccio 'tassativizzante': l'applicazione delle misure di prevenzione è compatibile con la Costituzione solo se la giurisprudenza delimita con precisione le categorie e i requisiti (a. delitti commessi abitualmente; b. proventi effettivamente generati; c. proventi costituenti componente significativa del reddito). Richiede motivazione precisa e predeterminazione dei tipi di comportamento rilevanti.
Art.13 Cost.; artt.42 e 117 Cost.; 1° Prot. CEDU (richiamati dalla giurisprudenza)
Principi costituzionali e convenzionali che impongono limiti alla misura preventiva: tutela della libertà personale e della proprietà richiedono predeterminazione dei presupposti e adeguata motivazione per la restrizione di diritti.
Giurisprudenza Corte di Cassazione e Corte EDU (es. sent. De Tommaso CEDU richiamata)
Orientamenti di legittimità che hanno definito i confini della nozione di 'delittuoso' e di 'abitualità', imponendo che non si fondino misure su mere indicazioni generiche ma su pluralità di condotte delittuose corrispondenti a tipologie penalmente rilevanti e su motivazione puntuale.
Massime di principio
- Nei procedimenti di prevenzione la valutazione della pericolosità soggettiva deve seguire un approccio 'tassativizzante': il giudice deve motivare puntualmente gli elementi di fatto che dimostrano l'abitualità di delitti lucrogenetici.
- La presenza di lunghi intervalli temporali senza condotte lucrogenetiche indebolisce l'affermazione dell'abitualità e può impedire l'applicazione sia di misure personali che patrimoniali.
- Gli acquisti patrimoniali devono essere collegati temporalmente e materialmente ai proventi illeciti prodotti nel periodo in cui è stata accertata la pericolosità; il finanziamento tramite mutuo e pagamenti avvenuti in periodi non pericolosi possono escludere l'aggancio a redditi illeciti.
- Fatti isolati successivi (es. singolo episodio di ricettazione) non bastano a ristabilire misure preventive senza prova di continuità o di rilevante incidenza sul tenore di vita del soggetto.
- Se il pubblico ministero contesta periodi di presunta pericolosità, deve fornire elementi concreti e collegare documentalmente le acquisizioni patrimoniali ai proventi illeciti corrispettivi; la censura di mera incompletezza motivazionale senza elemento nuovo e decisivo è difficilmente accoglibile in sede di cassazione.
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