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Sentenza

Sentenza del 05/08/2015 n. 16432 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Comune aveva emesso un avviso di liquidazione ICI per l'anno 2004, relativo a 1.075 unità immobiliari, ricalcolando l'imposta con l'aliquota ordinaria del 7 per mille invece di quella ridotta del 4 per mille prevista per le abitazioni principali, oltre a interessi e sanzioni. L'ATC ha impugnato l'atto sostenendo, tra l'altro, che gli immobili dovessero beneficiare dell'aliquota ridotta e che l'avviso fosse carente di motivazione e non preceduto da un adeguato atto di accertamento. Il Comune ha sostenuto che la scelta dell'aliquota rientrasse nella propria discrezionalità e non fosse sindacabile dal giudice.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il secondo motivo del ricorso del Comune e ha ritenuto legittima l'applicazione dell'aliquota del 7 per mille. Secondo la Corte, il regolamento comunale subordinava l'aliquota ridotta all'utilizzazione diretta dell'immobile da parte del proprietario persona fisica e all'assenza di reddito derivante dall'immobile; tali condizioni non ricorrevano per gli immobili dell'ATC, destinati alla locazione e utilizzati dagli assegnatari dietro pagamento di un canone, seppure agevolato. Gli altri motivi del Comune sono stati dichiarati assorbiti. È stato inoltre respinto il ricorso incidentale dell'ATC, poiché il regolamento comunale risultava trascritto nell'avviso e consentiva di comprenderne la motivazione. La sentenza della CTR è stata cassata e il ricorso introduttivo dell'ATC è stato definitivamente rigettato. Le spese dei giudizi di merito sono state compensate, mentre l'ATC è stata condannata alle spese del giudizio di cassazione, liquidate in 6.000 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 8

    Gli immobili degli IACP possono beneficiare della riduzione di imposta prevista dall'art. 8, comma 4.

    Gli immobili degli enti di edilizia residenziale pubblica non beneficiano automaticamente dell'aliquota prevista per le abitazioni principali; possono invece accedere alle specifiche riduzioni stabilite dalla norma.

  • D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 7, comma 1, lett. i)

    L'esenzione esige la duplice condizione dell'utilizzazione diretta degli immobili da parte dell'ente possessore e dell'esclusiva loro destinazione ad attività peculiari che non siano produttive di reddito.

    L'esenzione ICI per gli enti pubblici o non commerciali richiede sia l'utilizzo diretto dell'immobile da parte dell'ente sia la destinazione esclusiva ad attività non produttive di reddito. La locazione degli alloggi agli assegnatari, anche con canoni agevolati, esclude tali condizioni.

  • D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 11, comma 2-bis

    La contestazione relativa alla mancata allegazione del regolamento comunale è infondata quando il contenuto rilevante del regolamento è riprodotto nell'avviso e consente al contribuente di comprendere le ragioni della pretesa.

  • Legge n. 212 del 2000, art. 7

    L'atto tributario deve essere motivato in modo da permettere al contribuente di conoscere gli elementi di fatto e di diritto posti a fondamento della pretesa. L'allegazione del regolamento non è necessaria se il suo contenuto essenziale è riportato nell'atto.

  • D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 17

    La norma è stata richiamata dal Comune in relazione all'applicazione delle sanzioni, ma il relativo motivo non è stato esaminato perché assorbito dall'accoglimento del motivo principale.

  • R.D. n. 1165 del 1938, art. 21

    Il pagamento di canoni, anche inferiori ai valori di mercato, è considerato remunerativo del capitale investito e incompatibile con la qualificazione degli immobili come beni utilizzati esclusivamente per attività non produttive di reddito.

  • D.L. n. 93 del 2008, art. 1, comma 3, convertito dalla L. n. 126 del 2008

    Per i tributi maturati dal 1° gennaio 2008 gli immobili degli enti indicati dalla norma potevano beneficiare dell'esenzione totale dall'ICI; tale disciplina non si applicava all'annualità 2004 oggetto della controversia.

  • D.L. n. 437 del 1996, art. 4

    La disposizione è stata invocata nel ricorso del Comune in relazione ai poteri e ai criteri applicabili nella determinazione dell'imposta, ma il motivo è rimasto assorbito.

  • Regolamento comunale ICI del Comune di Casale Monferrato, art. 6

    L'aliquota ridotta per l'abitazione principale era subordinata all'utilizzazione diretta dell'immobile da parte del proprietario persona fisica e all'assenza di reddito derivante dall'immobile. Tali requisiti non erano posseduti dall'ATC.

Massime di principio

  • Gli enti di edilizia residenziale pubblica non possono qualificare automaticamente come abitazioni principali, ai fini dell'ICI, gli alloggi assegnati agli inquilini: occorre verificare i requisiti previsti dalla legge e dal regolamento comunale.
  • L'utilizzo diretto richiesto per le agevolazioni fiscali deve riferirsi all'ente proprietario; la mera destinazione degli immobili all'assistenza abitativa o la loro assegnazione a soggetti bisognosi non equivale a utilizzo diretto.
  • Il pagamento di un canone, anche agevolato o inferiore ai valori di mercato, può escludere l'esenzione fondata sulla destinazione esclusiva a un'attività non produttiva di reddito.
  • Le agevolazioni tributarie sono di stretta interpretazione: chi le invoca deve dimostrare la sussistenza di tutti i requisiti richiesti dalla norma o dal regolamento comunale.
  • Un avviso tributario può essere adeguatamente motivato anche senza allegare integralmente il regolamento comunale, se ne riproduce le disposizioni rilevanti e consente al contribuente di comprendere e contestare la pretesa.
  • La legittimità dell'aliquota va valutata con riferimento alla disciplina vigente nell'anno d'imposta considerato; successive esenzioni o modifiche normative non si applicano retroattivamente, salvo specifica previsione.
  • La discrezionalità del Comune nella scelta dell'aliquota, entro i limiti di legge, non può essere sostituita dal giudice, salvo il caso di violazione della legge, del regolamento, dei principi di ragionevolezza o di specifici vincoli normativi.

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