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Cassazione Civile, Ordinanza n. 35689/2023 del 21/12/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ESTINZIONE

Favorevole al resistente (servizio postale)

La controversia

La controversia nasce dal pagamento, da parte della società postale, di due assegni di traenza poi incassati da soggetti diversi dai legittimi beneficiari. La società assicuratrice aveva chiesto la condanna della società postale al risarcimento del danno, pari a euro 24.500 oltre rivalutazione e interessi, deducendo negligenza nell'incasso dei titoli. Il Tribunale aveva respinto la domanda; la Corte d'appello di Milano, in riforma parziale, aveva condannato la società postale al pagamento di euro 12.250 oltre interessi, ritenendo però che la spedizione degli assegni a mezzo posta ordinaria, anziché raccomandata, avesse avuto rilievo causale nella produzione del danno e che il danno fosse imputabile in concorso paritario sia alla mittente sia alla banca negoziatrice. In cassazione la ricorrente ha denunciato violazione e falsa applicazione dell'art. 1227, comma 1, c.c. e degli artt. 83 e 84 d.P.R. n. 156/1973, sostenendo che la spedizione con posta ordinaria non poteva avere efficacia causale rispetto al danno lamentato. Prima dell'adunanza camerale, la ricorrente ha però depositato atto di rinuncia al ricorso.

La decisione

La Corte ha preso atto della rinuncia al ricorso depositata dalla ricorrente e ha dichiarato estinto il giudizio. Non essendovi accettazione della rinuncia da parte della resistente, le spese sarebbero gravate sulla ricorrente, ma la Corte le ha compensate integralmente, rilevando che la questione oggetto del ricorso è stata poi decisa dalle Sezioni Unite in senso conforme alla soluzione accolta dalla Corte di merito, solo successivamente alla proposizione dell'impugnazione.

Norme richiamate

  • art. 1227, comma 1, c.c.

    invocato per contestare il concorso di colpa del creditore/mittente nella produzione del danno; la Corte non si pronuncia nel merito per effetto della rinuncia

  • artt. 83 e 84 d.P.R. n. 156/1973

    richiamati dalla ricorrente a sostegno dell'assunto che la spedizione degli assegni con posta ordinaria non fosse causalmente rilevante; nessuna statuizione di merito per estinzione del giudizio

  • Cass. Sez. U. 26 maggio 2020, n. 9769

    richiamata solo ai fini della compensazione delle spese; secondo tale pronuncia, la spedizione per posta ordinaria di un assegno intrasferibile può integrare condotta idonea a fondare il concorso di colpa del mittente

Massime di principio

  • La rinuncia al ricorso per cassazione comporta l'estinzione del giudizio, anche in assenza di accettazione della controparte.
  • In tema di riparto delle spese nel giudizio estinto per rinuncia, la Corte può disporre la compensazione integrale quando la questione era oggetto di contrasto giurisprudenziale e la soluzione poi consolidatasi è intervenuta solo successivamente alla proposizione del ricorso.
  • La spedizione di un assegno mediante posta ordinaria, anziché con modalità idonee a consentire il controllo della consegna, può costituire condotta valutabile ai fini del concorso di colpa del mittente nella produzione del danno da incasso indebito, secondo l'orientamento poi affermato dalle Sezioni Unite.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRisarcimento e indennizzoMora
RamiProcesso civileAssicurazioniObbligazioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNesso di causalitàCompensatio lucri cum damno

Testo integrale

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