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Sentenza

Sentenza del 18/06/2015 n. 247 - Comm. Trib. Reg. Friuli Venezia Giulia

Testo non disponibile

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La società ha impugnato l'avviso di liquidazione con cui l'Agenzia delle Entrate aveva revocato l'aliquota agevolata dell'1% applicata all'imposta di registro sull'acquisto di terreni edificabili inclusi nel PAC del demanio sciabile comunale, recuperando l'imposta ordinaria dell'8%, oltre a sanzioni e interessi. La società sosteneva che i terreni della terza area funzionale del PAC fossero destinati al recupero di stavoli e alla realizzazione di chalet, case vacanza e residenze turistiche, e quindi rientrassero nei programmi di edilizia residenziale previsti dall'art. 1, Parte Prima, della Tariffa allegata al DPR 131/1986. L'Agenzia riteneva invece che l'intero piano fosse diretto alla realizzazione di un insediamento turistico-ricettivo, eventualmente assimilabile a un albergo diffuso, e che non fosse applicabile l'agevolazione.

La decisione

La Commissione tributaria provinciale aveva respinto il ricorso. In appello, la Commissione tributaria regionale ha accolto le doglianze della società, riformato la sentenza di primo grado e annullato l'avviso di liquidazione. Il giudice ha ritenuto erroneo valutare il PAC come un complesso unitario e inscindibile, poiché il piano distingueva aree con destinazioni funzionali diverse: alberghiera, commerciale e residenziale turistica. Per i terreni della terza area, il certificato di destinazione urbanistica, la normativa regionale e la convenzione urbanistica confermavano la destinazione residenziale, anche se gli immobili potevano essere utilizzati a fini turistici. È stata quindi riconosciuta l'aliquota agevolata dell'1%. L'Agenzia delle Entrate è stata condannata a rimborsare le spese di lite, liquidate in 1.000 euro oltre IVA e CPA.

Norme richiamate

  • Art. 1, Parte Prima, della Tariffa allegata al DPR 131/1986

    immobili compresi in piani urbanistici particolareggiati diretti all'attuazione di programmi di edilizia residenziale comunque denominati

    L'aliquota di registro ridotta all'1% può applicarsi ai trasferimenti di immobili inclusi in piani urbanistici che, almeno per una parte individuata, siano diretti all'attuazione di programmi di edilizia residenziale. Il piano deve essere valutato considerando le diverse destinazioni funzionali delle sue aree, senza applicare automaticamente un'unica aliquota all'intero intervento.

  • DPR 131/1986, Tariffa, Parte Prima

    Le norme che prevedono agevolazioni fiscali non devono essere estese oltre i casi previsti, ma vanno interpretate secondo il loro testo e la loro finalità, coordinandole con la disciplina urbanistica applicabile.

  • Legge regionale Friuli-Venezia Giulia n. 2/2002, art. 85 e comma 1-bis

    L'utilizzo turistico dell'immobile non comporta necessariamente il mutamento della destinazione d'uso residenziale. Il proprietario può utilizzare l'immobile come abitazione, prima casa o residenza turistica, anche in via esclusiva, mantenendone la natura residenziale.

  • PAC comunale relativo al demanio sciabile

    Il PAC individuava aree con destinazioni differenti, tra cui una specificamente residenziale turistica destinata al recupero degli stavoli e alla realizzazione di case vacanza. Tale distinzione era decisiva per riconoscere l'agevolazione limitatamente ai terreni appartenenti a quell'area.

Massime di principio

  • Quando un piano urbanistico comprende più aree con destinazioni diverse, ai fini fiscali occorre esaminare separatamente ciascuna area e la concreta destinazione dei terreni, senza presumere che l'intero piano abbia un'unica natura.
  • La qualificazione come residenziale non è esclusa dal fatto che gli immobili possano essere utilizzati anche per finalità turistiche o ricettive, se la normativa urbanistica e regionale consente l'uso abitativo da parte del proprietario.
  • Per applicare un'agevolazione fiscale immobiliare sono rilevanti gli strumenti urbanistici, i certificati di destinazione urbanistica, le convenzioni edilizie e la disciplina regionale complessivamente considerata.
  • La destinazione residenziale può essere provata anche dagli oneri di urbanizzazione e dal contributo sul costo di costruzione applicati dal Comune secondo parametri residenziali.
  • L'Amministrazione finanziaria non può riqualificare automaticamente un intervento come albergo diffuso o struttura ricettiva sulla base del solo contesto turistico: deve dimostrare che la concreta destinazione urbanistica e funzionale corrisponda effettivamente a tale categoria.
  • L'agevolazione deve essere applicata con riferimento ai requisiti oggettivi dei singoli immobili o lotti; se tali requisiti sussistono solo per una parte dell'intervento, l'aliquota ridotta può spettare limitatamente a quella parte.

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