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Sentenza

Sentenza del 18/06/2015 n. 324 - Comm. Trib. Prov. Varese

DIRITTI DI LICENZA - Valore in dogana - Royalties - Legame tra i licenzianti ed i fornitori non comunitari - Onere della prova.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

L'Ufficio sosteneva che i diritti di licenza pagati dalla ricorrente dovessero essere inclusi nel valore in dogana, presumibilmente perché collegati alle merci importate e richiesti, direttamente o indirettamente, dai produttori non comunitari. La ricorrente contestava tale pretesa, evidenziando l'assenza di vincoli contrattuali tra le licenzianti e i fornitori esteri e il fatto che le royalties maturassero soltanto in relazione a determinati prodotti venduti, non anche su merci invendute o su articoli che non generavano diritti di licenza.

La decisione

Il ricorso è stato accolto. È stato affermato che, in caso di contestazione, spetta all'Ufficio delle Dogane dimostrare che il pagamento delle royalties fosse richiesto dal produttore o fosse comunque collegato alle condizioni di vendita delle merci importate. Dall'esame dei contratti non emergeva alcun vincolo tra le licenzianti e i fornitori non comunitari. Inoltre, la ricorrente era tenuta ad acquistare anche prodotti sui quali non maturavano royalties, circostanza incompatibile con l'idea che il pagamento dei diritti di licenza costituisse una condizione della vendita da parte dei produttori. Le royalties non sono state quindi incluse nel valore doganale.

Norme richiamate

  • Normativa doganale sul valore in dogana e sull'inclusione delle royalties

    Le royalties e i diritti di licenza possono essere aggiunti al valore doganale soltanto quando ricorrono i presupposti previsti dalla disciplina doganale, tra cui il collegamento con le merci importate e il fatto che il pagamento costituisca una condizione della vendita.

  • Principio dell'onere della prova a carico dell'Ufficio delle Dogane

    Quando l'Amministrazione intende includere le royalties nel valore doganale, deve provare concretamente il legame tra il pagamento dei diritti di licenza, i fornitori non comunitari e la vendita delle merci importate. Non è sufficiente una presunzione astratta derivante dalla mera esistenza di un contratto di licenza.

Massime di principio

  • La mera esistenza di royalties o diritti di licenza non comporta automaticamente la loro inclusione nel valore doganale.
  • L'inclusione è giustificata solo se l'importatore deve pagare le royalties come condizione, diretta o indiretta, per acquistare le merci dal fornitore estero.
  • L'Ufficio delle Dogane deve dimostrare il collegamento concreto tra licenziante, produttore estero e vendita delle merci; tale collegamento non può essere fondato soltanto su presunzioni generiche.
  • L'assenza di rapporti contrattuali o di vincoli economici tra licenziante e fornitore non comunitario depone contro l'inclusione delle royalties nel valore doganale.
  • È rilevante verificare se le royalties maturino indipendentemente dalla vendita delle merci, ad esempio anche su prodotti invenduti o su articoli non soggetti a licenza: in tal caso è più difficile considerarle una condizione della vendita.
  • La valutazione deve essere svolta esaminando complessivamente contratti di fornitura, accordi di licenza, obblighi di acquisto e modalità di calcolo e pagamento delle royalties.

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