Sentenza del 18/06/2015 n. 327 - Comm. Trib. Prov. Varese
ACCERTAMENTO - IVA - Commercializzazione di auto - Fatture inesistenti - Mancanza di coinvolgimento del contribuente - Non sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il contribuente ha contestato l'avviso di accertamento con cui l'Ufficio aveva recuperato l'IVA nell'ambito di una presunta frode IVA comunitaria, fondata sull'utilizzo di fatture relative a operazioni inesistenti. La contestazione riguardava l'assenza di prove concrete dell'effettivo coinvolgimento del contribuente nella frode: l'Amministrazione si era basata soltanto su elementi presuntivi, senza dimostrare che il contribuente fosse consapevole dell'illecito o che avrebbe dovuto conoscerlo usando l'ordinaria diligenza.
La decisione
La pretesa dell'Ufficio è stata ritenuta illegittima. In una frode IVA comunitaria, non è sufficiente richiamare la natura fraudolenta delle operazioni o formulare mere presunzioni: l'Amministrazione deve fornire elementi oggettivi e concreti idonei a dimostrare il coinvolgimento del contribuente, oppure la sua consapevolezza o conoscibilità della frode. In mancanza di tale prova, l'avviso di accertamento non può essere validamente fondato su fatture ritenute inesistenti.
Massime di principio
- Nelle controversie relative a frodi IVA, l'Amministrazione finanziaria deve dimostrare con elementi concreti non solo l'irregolarità delle operazioni, ma anche il coinvolgimento o la consapevolezza del contribuente.
- La presenza di fatture inesistenti o di una frode nella catena commerciale non comporta automaticamente la responsabilità dell'acquirente: occorre provare che egli sapesse o dovesse sapere di partecipare all'illecito.
- Le mere presunzioni, prive di ulteriori riscontri oggettivi e individualizzati, non sono sufficienti a negare il diritto alla detrazione dell'IVA o a fondare un avviso di accertamento.
- Il contribuente può difendersi dimostrando la propria estraneità alla frode e di avere adottato un comportamento diligente e conforme alle normali prassi commerciali.
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