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Ordinanza

Ordinanza n. 264/2026 - Torino, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - della nota in data 24 ottobre 2025, adottata dal Dirigente del Settore Urbanistica e Attività Produttive del Comune di Asti, successivamente notificata, con la quale è stata dichiarata l’inefficacia della procedura di CILA a sanatoria presentata in data 12 luglio 2025, prot. gen. 2025/9288; - degli atti tutti antecedenti, preordinati, consequenziali e comunque connessi del procedimento; e per ogni ulteriore consequenziale statuizione. per quanto riguarda i motivi aggiunti depositati il 22.05.2026: - della nota in data 24 ottobre 2025, adottata dal Dirigente del Settore Urbanistica e Attività Produttive del Comune di Asti, successivamente notificata, con la quale è stata dichiarata l'inefficacia della procedura di CILA a sanatoria presentata in data 12 luglio 2025, prot. gen. 2025/9288 e annullamento degli atti tutti antecedenti, preordinati, consequenziali e comunque connessi del procedimento e per ogni consequenziale statuizione.

Giustizia amministrativa202600159

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: nota comunale che ha dichiarato l’inefficacia di una CILA a sanatoria relativa al mutamento di destinazione d’uso di un sottotetto da “sgombero” ad abitativo

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato, con domanda cautelare, la nota comunale del 24 ottobre 2025 con cui il Comune di Asti ha dichiarato inefficace la CILA a sanatoria presentata il 12 luglio 2025 per un intervento relativo al mutamento di destinazione d’uso di un sottotetto da “sgombero” ad abitativo. Con motivi aggiunti ha nuovamente contestato il medesimo atto e gli atti connessi, chiedendone l’annullamento e la sospensione cautelare. Il testo dell’ordinanza non specifica i singoli vizi di legittimità dedotti, ma evidenzia che la questione cautelare concerneva l’idoneità della semplice CILA a sanatoria a perfezionare il mutamento di destinazione d’uso.

La decisione

Il TAR, nella fase cautelare e sulla base di un esame sommario, ha ritenuto che il ricorso non fosse assistito da una favorevole prognosi di accoglimento. In particolare, il mutamento della destinazione d’uso del sottotetto da “sgombero” ad abitativo è apparso al Collegio come un mutamento non assentibile né perfezionabile tramite una semplice CILA. Per tale ragione ha respinto l’istanza cautelare, senza definire nel merito il ricorso di annullamento. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese della fase cautelare in favore del Comune, liquidate in euro 1.000, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti propri della tutela cautelare nel processo amministrativo; il TAR ha escluso, allo stato degli atti e con valutazione sommaria, una favorevole prognosi di accoglimento.

Massime di principio

  • Il mutamento della destinazione d’uso di un sottotetto da locale destinato a “sgombero” a spazio abitativo, quando non sia assentibile secondo il regime semplificato applicabile, non può essere perfezionato mediante una semplice CILA a sanatoria.
  • In sede cautelare, la sospensione dell’efficacia dell’atto impugnato deve essere negata quando, a un esame sommario, il ricorso non presenti una favorevole prognosi di accoglimento.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziQualificazione degli interventiTutela cautelare
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaTutela cautelare

Testo integrale

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