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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37625/2023 del 14/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibili le istanze di semilibertà e detenzione domiciliare presentate da Alfonso Irno. Il ricorrente deduceva, con un unico motivo, violazione degli artt. 47-ter, 50 e 58-quater, comma 7-bis dell'ordinamento penitenziario, sostenendo che il Tribunale avesse erroneamente invocato la preclusione di cui all'art. 58-quater, comma 7-bis, poiché le istanze riguardavano misure alternative diverse da quella precedentemente applicata.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse: dopo la proposizione del ricorso il ricorrente è stato rimesso in libertà per espiazione della pena (12/01/2023), per cui la pronuncia impugnata non può più arrecare pregiudizio concreto e attuale. Per la declaratoria di inammissibilità non sono state disposte ulteriori statuizioni; la sopravvenuta mancanza di interesse, derivante da causa non imputabile al ricorrente, non è stata considerata come soccombenza e non ha comportato condanna alle spese processuali né sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 58-quater, comma 7-bis, legge n. 354 del 1975 (ordinamento penitenziario)

    Richiamata dal Tribunale quale causa di preclusione dell'istanza sulle misure alternative. Nel caso di specie il Collegio di legittimità non si è pronunciato sul merito dell'applicabilità della preclusione, avendo deciso per sopravvenuta carenza di interesse.

  • artt. 47-ter e 50, ordinamento penitenziario

    Norme richiamate dal ricorrente in relazione ai requisiti e alle modalità di accesso alle misure alternative (semilibertà, detenzione domiciliare). La Corte non è intervenuta sul merito delle censure relative a tali disposizioni a causa della sopravvenuta carenza di interesse.

  • Giurisprudenza: Sez. U, 11 maggio 1993, n. 6203 e altre (principio sull'interesse ad impugnare)

    l'interesse a impugnare deve presentare i caratteri della concretezza e della attualità, il che si verifica quando con l'impugnazione si abbia di mira un risultato non solo teoricamente corretto, ma anche praticamente utile e favorevole all'imputato

    Principio applicato dal Collegio per dichiarare l'inammissibilità del ricorso: la scarcerazione intervenuta ha fatto venir meno l'utilità pratica della decisione richiesta.

  • Giurisprudenza: Sez. 4, n. 45618 dell'11/11/2021 (Pujia); Sez. 1, n. 11302 del 19/09/2017 (Rezmuves); Sez. 6, n. 19209 del 31/01/2013 (Scaricaciottoli)

    Costante orientamento secondo cui la sopravvenuta carenza d'interesse dovuta a causa non imputabile al ricorrente (es. scarcerazione per espiazione della pena) non equivale a soccombenza e non comporta condanna alle spese processuali né sanzione pecuniaria a carico del ricorrente.

Massime di principio

  • L'interesse ad impugnare deve essere concreto e attuale: la sopravvenuta perdita dell'oggetto del giudizio (es. scarcerazione per espiazione della pena) determina la carenza d'interesse e l'inammissibilità del ricorso.
  • Quando la carenza d'interesse sopravviene per causa non imputabile al ricorrente, la declaratoria di inammissibilità non costituisce soccombenza e non comporta automaticamente condanna alle spese o sanzioni pecuniarie.
  • Se il tema della preclusione prevista dall'art. 58-quater, comma 7-bis, e simili profili di merito è rilevante, la Corte di legittimità potrà pronunciarsi soltanto se sussiste interesse concreto e attuale: in assenza di questo il giudice non entra nel merito delle doglianze.
  • In situazioni analoghe conviene verificare tempestivamente l'esistenza di un interesse concreto all'impugnazione e, in caso di eventi sopravvenuti che ne annullino l'utilità pratica (p. es. fine della pena), valutare se procedere all'eventuale ritiro dell'impugnazione o richiedere la dichiarazione di improcedibilità per perdita dell'oggetto.

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