Cassazione Civile, Sentenza n. 20872/2020 del 30/09/2020
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente impugna la sentenza che ha confermato la sanzione per eccesso di velocità rilevata da autovelox sul Viale Matteotti (27/08/2012). I motivi principali sono: (1) contestazione che il tratto non abbia la banchina pavimentata di larghezza e continuità sufficiente e libera da ostacoli per essere qualificato strada urbana di scorrimento; (2) contestazione che le aree di sosta con immissioni concentrate non siano conformi e che la sola segnaletica non basti a qualificare il tratto; (3) omesso esame della mancata indicazione, nel decreto prefettizio, dei tratti del Viale Matteotti aventi le caratteristiche di strada urbana di scorrimento; (4) mancata individuazione puntuale, nel decreto prefettizio, dell inizio e fine del tratto autorizzato alla installazione dell apparecchio, in violazione dell art. 4 d.l. n.121/2002 e dei principi interpretativi richiamati dal Ministero (parere 11/03/2011 n.1380).
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto i terzo e quarto motivo di ricorso (omesso esame di fatto decisivo e carenza del decreto prefettizio nella individuazione del tratto). Ha ritenuto che il decreto prefettizio deve individuare il tratto di strada (inizio e fine) e non limitarsi a indicare un punto di posizionamento dell autovelox, poiché solo così è possibile verificare la legittimità dell autorizzazione rispetto alla classificazione prevista dall art. 2 cod. strada. Per tali carenze la sentenza impugnata è stata cassata e la causa rinviata al Tribunale di Firenze adito a diverso magistrato per nuovo esame del provvedimento di autorizzazione. I restanti motivi sono stati assorbiti. Il giudice di rinvio regolerà anche le spese del giudizio.
Norme richiamate
art. 2, comma 3, lett. D, codice della strada
La nozione di strada urbana di scorrimento richiede specifici requisiti: carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico con almeno due corsie per carreggiata, banchina pavimentata a destra, marciapiede e aree di sosta. Tale classificazione è rilevante per l autorizzazione all impiego di strumenti di rilevazione della velocità senza fermo immediato
art. 4, d.l. n. 121 del 2002, convertito con modificazioni dalla l. n. 168/2002
Il decreto prefettizio che autorizza l installazione di dispositivi automatici può riguardare anche singoli tratti delle strade di cui all art. 2; tuttavia il decreto deve individuare il tratto (inizio e fine) per consentire il controllo della legittimità della classificazione e dell autorizzazione
DM 5 gennaio 2001 n. 6792
Il DM fissa parametri tecnici (es. larghezza minima di 1 metro) per alcune strutture viarie; nella pronuncia si è discusso se tali limiti si applichino alla valutazione delle banchine esistenti, ma la Corte ha richiamato il principio che la banchina deve comunque essere adeguata alla sua funzione (transito/sosta pedoni e sosta di emergenza) e libera da ostacoli
Parere del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 11 marzo 2011, n. 1380
Secondo il parere ministeriale la classificazione di un tratto richiede una lunghezza ragionevole, tale da rendere riconoscibile all utente il tipo di strada; tale principio è richiamato per valutare se un tratto possa essere considerato strada urbana di scorrimento
Massime di principio
- La qualificazione di una strada come strada urbana di scorrimento richiede la verifica di requisiti strutturali specifici (carreggiate indipendenti o separate, almeno due corsie per carreggiata, banchina pavimentata, marciapiede, aree di sosta); tali accertamenti sono prevalentemente di fatto e spettano al giudice di merito se adeguatamente motivati
- Il decreto prefettizio che autorizza l installazione di dispositivi di rilevazione della velocità deve individuare il tratto di strada con chiari riferimenti di inizio e fine; indicare solo il punto di posizionamento dell apparecchio è insufficiente e può determinare l annullamento dell autorizzazione
- La valutazione della banchina deve considerare la larghezza utile e la continuità nonché l assenza di ostacoli: spazi di pochi centimetri o interrotti da alberature difficilmente soddisfano la funzione richiesta
- La sola segnaletica potrebbe non essere sufficiente a caratterizzare, ai fini della normativa, aree con immissioni ed uscite concentrate; la conformazione fisica e le misure di sicurezza (es. separatori) possono essere rilevanti per la qualificazione
- Questioni interpretative o normative (es. parametri tecnici del DM) possono essere richiamate ma non esonerano il requisito fondamentale dell indicazione puntuale del tratto nel provvedimento autorizzativo
- Se il giudice di merito omette di esaminare fatti decisivi per la legittimità del provvedimento (es. mancata individuazione del tratto), la Corte di Cassazione può cassare la sentenza e rinviare per un nuovo esame
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