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Sentenza

Sentenza del 24/06/2019 n. 3969 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia

Processo verbale di costatazione - termine dilatatorio di 60 giorni- inosservanza

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha contestato la violazione del termine dilatorio di sessanta giorni previsto dopo la consegna del processo verbale di constatazione. Tale termine serve a consentire al contribuente di formulare osservazioni e richieste, preparare la propria difesa e valutare l’eventuale definizione della pretesa mediante pagamento. La regola si applica agli accertamenti preceduti da verifiche fiscali, mentre non opera, in via generale, per gli accertamenti eseguiti esclusivamente a tavolino. Per i tributi armonizzati, come l’IVA, il mancato rispetto del termine può comunque assumere rilievo in relazione al diritto di difesa, secondo i principi del diritto dell’Unione europea.

La decisione

La sentenza ha ritenuto che l’inosservanza del termine di sessanta giorni incida concretamente sul diritto di difesa del contribuente, poiché riduce sia il tempo per contestare l’atto sia il periodo disponibile per definire la procedura con l’eventuale pagamento. Ne consegue l’illegittimità dell’atto emesso anticipatamente, salvo che ricorrano specifiche e motivate ragioni di urgenza o che si tratti di un controllo meramente a tavolino, ferma restando la particolare tutela riconosciuta per i tributi armonizzati come l’IVA.

Norme richiamate

  • Articolo 12, comma 7, legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto dei diritti del contribuente)

    L’atto impositivo non può essere emanato prima della scadenza del termine di sessanta giorni dal rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo.

    La norma attribuisce al contribuente un periodo dilatorio minimo per presentare osservazioni e richieste dopo la conclusione della verifica. La sua violazione può determinare l’illegittimità dell’atto, salvo comprovate ragioni di particolare e motivata urgenza.

  • Principio del diritto di difesa

    Il termine tutela effettivamente il contribuente, garantendogli tempo sufficiente sia per interloquire con l’Amministrazione sia per valutare strumenti di definizione della pretesa.

  • Principi dell’Unione europea in materia di IVA e diritto al contraddittorio

    Per i tributi armonizzati, in particolare l’IVA, l’Amministrazione deve rispettare il diritto del contribuente di essere ascoltato prima dell’adozione di un provvedimento lesivo, con valutazione concreta dell’incidenza della violazione sul diritto di difesa.

Massime di principio

  • Quando un accertamento deriva da una verifica con processo verbale di constatazione, l’Amministrazione deve normalmente attendere sessanta giorni prima di emettere l’atto impositivo.
  • L’emissione anticipata non è automaticamente legittima: l’Amministrazione deve indicare e dimostrare specifiche ragioni di urgenza.
  • Il termine dilatorio non si applica ordinariamente ai controlli esclusivamente documentali o a tavolino, ma la situazione deve essere qualificata correttamente in base alle concrete modalità del controllo.
  • Per l’IVA e gli altri tributi armonizzati, la violazione del contraddittorio può comportare l’annullamento dell’atto se ha concretamente pregiudicato la difesa del contribuente.
  • Nel valutare l’illegittimità dell’atto occorre verificare la data di consegna del verbale, la data di emissione dell’accertamento, l’eventuale urgenza motivata e la natura effettiva del controllo.

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