Ordinanza n. 2036/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4
per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per le Marche (Sezione Prima) n. 00491/2023, resa tra le parti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Marche n. 491/2023 relativa all'impugnazione di una variante urbanistica approvata nel 2006
Esito
La controversia
L'appellante ha impugnato la sentenza del TAR Marche, riproponendo in appello i motivi dedotti in primo grado contro una variante urbanistica approvata nel 2006. Il Consiglio di Stato ha ritenuto necessario acquisire chiarimenti documentati sull'effettiva destinazione urbanistica delle aree di proprietà dell'appellante, sull'individuazione delle specifiche aree soggette a vincolo paesistico alla luce della planimetria degli ambiti definitivi del piano paesaggistico ambientale approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 197 del 3 novembre 1989 e della sentenza del Consiglio di Stato n. 6421 del 2000, nonché sull'attuale permanenza dei vincoli preordinati all'esproprio. Tali accertamenti sono stati ritenuti rilevanti anche per verificare se permanga un interesse concreto e attuale ad agire, considerato il lungo tempo trascorso dall'approvazione e dall'impugnazione della variante.
La decisione
Il Consiglio di Stato non ha definito né le questioni processuali né il merito dell'appello. Ha disposto incombenti istruttori a carico dell'amministrazione, chiedendo chiarimenti documentati sull'attuale destinazione urbanistica delle aree, sulla loro eventuale sottoposizione a vincolo paesistico e sulla perdurante efficacia dei vincoli preordinati all'esproprio. L'istruttoria è stata disposta anche in funzione della verifica della permanenza dell'interesse ad agire dell'appellante. È stato assegnato il termine di 30 giorni dalla comunicazione dell'ordinanza e la causa è stata rinviata all'udienza pubblica del 2 luglio 2026, con ogni decisione di rito e di merito impregiudicata.
Norme richiamate
deliberazione del Consiglio regionale n. 197 del 3 novembre 1989
Il piano paesaggistico ambientale e la planimetria degli ambiti definitivi sono richiamati quali elementi documentali necessari per individuare le aree di proprietà dell'appellante soggette a vincolo paesistico.
Massime di principio
- Quando, nel giudizio d'appello contro una variante urbanistica risalente nel tempo, la destinazione urbanistica attuale delle aree e la perdurante efficacia dei vincoli espropriativi non risultano sufficientemente documentate, il giudice può disporre incombenti istruttori prima di pronunciarsi sul rito e sul merito.
- La verifica della permanenza dell'interesse concreto e attuale ad agire può richiedere l'accertamento dell'attuale destinazione urbanistica dei terreni e della persistente efficacia dei vincoli contestati, soprattutto quando sia trascorso un lungo periodo dall'adozione dell'atto urbanistico impugnato.
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