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Sentenza

Sentenza n. 500/2026 - Latina, Sezione 2

per l’accertamento dell’obbligo del Comune di Latina di provvedere sulla richiesta del ricorrente di rettifica e di integrazione della convenzione REP. 50777 del 5 novembre 1981 stipulata dall’ente locale e dall’ATER con riferimento al Lotto 39 di Latina Scalo;

Giustizia amministrativa202501050

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: inerzia del Comune di Latina sulla richiesta di rettifica e integrazione della convenzione REP. 50777 del 5 novembre 1981, finalizzata a consentire l'acquisto della proprietà dell'immobile dall'ATER

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha agito ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a. per ottenere l'accertamento dell'obbligo del Comune di provvedere sulla richiesta di rettifica e integrazione della convenzione stipulata dal Comune e dall'ATER con riferimento al Lotto 39 di Latina Scalo. La richiesta era diretta a consentire al ricorrente, titolare del solo diritto di superficie, di acquistare dall'ATER la proprietà dell'immobile. Il Comune si è costituito in giudizio. Nelle more del processo, il Comune ha posto in essere attività documentata in giudizio, ritenuta dal ricorrente idonea a superare l'inerzia contestata.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Dalla documentazione depositata è emerso che il Comune aveva svolto attività diretta a provvedere sulla richiesta; il difensore del ricorrente ha inoltre dichiarato a verbale che tale attività era idonea a superare l'inerzia dedotta. È quindi venuto meno il presupposto dell'azione avverso il silenzio, poiché al momento della decisione non persisteva più l'inerzia amministrativa e non sussisteva più l'interesse a una pronuncia dichiarativa sull'illegittimità del silenzio-inadempimento. Le spese di lite sono state compensate in ragione della condotta collaborativa del Comune e dell'esito della controversia.

Norme richiamate

  • art. 31 c.p.a.

    Disciplina l'azione per l'accertamento dell'obbligo dell'amministrazione di provvedere; la permanenza dell'inerzia e dell'interesse alla pronuncia devono sussistere fino alla decisione.

  • art. 117 c.p.a.

    La condanna dell'amministrazione a provvedere presuppone che, al momento della pronuncia, perduri l'inerzia; l'adozione nelle more di un provvedimento o di un comportamento conforme all'interesse del privato determina l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio quando sopravviene una causa che rende improcedibile il ricorso, come la carenza sopravvenuta di interesse.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice nel quadro processuale della decisione.

Massime di principio

  • L'azione avverso il silenzio-inadempimento presuppone che l'inerzia dell'amministrazione persista fino al momento della decisione e che permanga l'interesse del privato a ottenere una pronuncia sull'obbligo di provvedere.
  • Quando, nelle more del giudizio instaurato ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a., l'amministrazione adotta un provvedimento o pone in essere un comportamento esplicito conforme all'interesse del privato, il ricorso diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • Se il provvedimento o il comportamento conforme all'interesse del privato interviene prima della proposizione del ricorso, viene meno originariamente l'interesse ad agire e il ricorso è inammissibile; se interviene durante il giudizio, il ricorso è improcedibile.

Come è indicizzato

MaterieTermini e notificazione del ricorso
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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