Cassazione Penale, Ordinanza n. 05843/2026 del 12/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna per evasione già pronunciata in appello. Ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte di appello che lo aveva condannato per evasione, deducendo un unico motivo di ricorso incentrato sulla insussistenza dell'elemento psicologico del reato. La Corte di cassazione ha ritenuto il motivo manifestamente infondato, osservando che per il reato di evasione è sufficiente il dolo generico, integrato dalla consapevolezza di trovarsi in uno stato restrittivo e dalla volontà di trasgredire le prescrizioni imposte da tale stato. La sentenza impugnata aveva già dato conto di tali elementi.
Norme richiamate
Per la configurabilità del reato è sufficiente il dolo generico, che consiste nella consapevolezza dello stato restrittivo e nella volontà di violarne le prescrizioni.
Massime di principio
- Nel reato di evasione il dolo richiesto è generico: non occorre un intento specifico ulteriore rispetto alla consapevolezza della restrizione e alla volontà di allontanarsene o trasgredirne le prescrizioni.
- Un motivo di ricorso che si limiti a contestare l'elemento soggettivo senza confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata è manifestamente infondato e può condurre alla declaratoria di inammissibilità.
- Quando la sentenza di merito ha già accertato la consapevolezza della misura restrittiva e la volontà di violarne le regole, la censura sul dolo non è idonea a scalfire la decisione di condanna.
Come è indicizzato
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