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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19249/2026 del 27/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Imputazione per omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali; il Procuratore impugnava l'assoluzione pronunciata dal Tribunale di Torre Annunziata (sentenza 6/2/2026) deducendo violazione di legge e manifesta illogicità della motivazione. In particolare il ricorrente contestava il travisamento della prova operato dal Tribunale rispetto alla notifica della "diffida ad adempiere": la notifica sarebbe stata eseguita regolarmente presso l'indirizzo di residenza del Gagliardi (Castello di Cisterna, via E. De Filippo n. 9) come risultante dalla visura camerale, e la mancata conoscenza della diffida non incide sulla sussistenza del reato, dato che l'illecito è omissivo istantaneo e si consuma alla scadenza del termine di versamento

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha constatato un travisamento della prova da parte del Tribunale in ordine alla notifica della diffida, che risulta invece regolarmente eseguita presso la residenza del Gagliardi (come da visura camerale), e ha rilevato che il fatto di per sé non dipende dalla sola notifica della diffida. Ha inoltre riaffermato il principio, già consolidato in giurisprudenza, che il reato di omesso versamento delle ritenute è un illecito omissivo istantaneo che si consuma alla scadenza del termine di versamento, momento nel quale deve sussistere l'elemento soggettivo (dolo); pertanto l'ignoranza della diffida non esclude automaticamente il dolo. Per questi motivi la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per nuovo giudizio

Norme richiamate

  • artt. 81 cpv. cod. pen.; d.l. 12 settembre 1983, n. 463, conv. con modificazioni dalla L. 11 novembre 1983, n. 638, art. 2, comma 1-bis

    La norma è richiamata in relazione al reato di omesso versamento delle ritenute e alla disciplina della diffida con la speciale causa di non punibilità in caso di versamento entro tre mesi; la Corte sottolinea che il reato è omissivo istantaneo e che la conoscenza della diffida non è condizione necessaria per escludere il dolo

  • Cass. Sez. 3, 15/9/2015, n. 43607 (Piro)

    Giurisprudenza richiamata per il principio che il reato di omesso versamento è illecito omissivo istantaneo e che la mancata conoscenza della diffida non esclude automaticamente il dolo

  • Cass. Sez. 3, 12/7/2023, n. 45733 (Miragliotta)

    Ulteriore richiamo giurisprudenziale a supporto del principio sulla natura istantanea dell'illecito e sulla irrilevanza della sola mancata conoscenza della diffida ai fini dell'elemento soggettivo

  • Cass. Sez. 3, 9/1/2024, n. 9198 (Brizzi)

    Richiamata per confermare l'orientamento su consumazione dell'illecito omissivo e valutazione del dolo indipendente dalla notifica della diffida

Massime di principio

  • La regolarità della notifica di una diffida al domicilio/residenza del titolare di una ditta individuale può essere provata anche mediante visura camerale e rende la diffida efficacemente portata a conoscenza.
  • Il reato di omesso versamento delle ritenute è un illecito omissivo istantaneo: si consuma alla scadenza del termine per il versamento e l'elemento soggettivo (dolo) deve essere valutato in quel momento.
  • La mancata conoscenza successiva della diffida non esclude automaticamente il dolo; l'assenza di conoscenza non equivale di per sé a causa di non punibilità.
  • Un travisamento della prova sulla puntuale esecuzione della notifica è motivo di annullamento della sentenza di merito e di rinvio per nuovo giudizio.
  • Nel processo per omesso versamento è necessario separare l'accertamento formale della notifica della diffida dall'analisi degli elementi soggettivi e oggettivi del reato al momento della consumazione.

Testo integrale

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