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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4900/2024 del 02/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di rimessione ai sensi dell'art. 45 cod. proc. pen. per presunta "grave situazione locale" e legittimo sospetto sulla serenità e imparzialità dell'ufficio giudiziario. L'istanza denunciava: pubblicazione di un post Facebook dall'avv. Silvia Gambadoro che avrebbe ricevuto espressioni di solidarietà da una magistrata non identificata; sovrapposizione e successione di magistrati tra Corte d'Assise e Tribunale (artt. 309 e 310 c.p.p.); presunte inadempienze procedurali quali trattenimento degli atti in cancelleria nonostante la declaratoria di nullità (art. 433 c.p.p.); calendario udienze incompatibile con il diritto di difesa; coercizioni nel loro accompagnamento di testi; e condotte del Pubblico ministero e vicende processuali collegate che, a parere del ricorrente, avrebbero pregiudicato il diritto di difesa e la serenità del giudizio.

La decisione

La Corte ha dichiarato l'istanza di rimessione inammissibile. Ha ritenuto le allegazioni genericamente inconsistente e non riconducibili a una "grave situazione locale" intesa come fenomeno esterno alla dialettica processuale, concreto e idoneo a compromettere l'imparzialità dell'ufficio giudiziario. In particolare: il post e la solidarietà riferita a una magistrata non identificata non costituiscono prova di un pericolo concreto di parzialità; le critiche o contestazioni relative a provvedimenti adottati nel corso del procedimento o a magistrati succedutisi nella trattazione riguardano la normale dialettica processuale e sono rimediabili con astensione o ricusazione ove ricorra il caso; le vicende connesse (procedimenti collegati, scelte del PM, decisioni del collegio) non integrano di per sé una situazione esterna. Per tali ragioni la richiesta è stata respinta e il ricorrente condannato al pagamento di euro tremila a favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 45 cod. proc. pen.

    La norma disciplina la rimessione per grave situazione locale; la Corte interpreta tale istituto in senso restrittivo: occorre un fenomeno esterno alla dialettica processuale, di abnormità e consistenza tali da creare un pericolo concreto, non opinabile, per l'imparzialità dell'ufficio giudiziario.

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Riferito in relazione alla composizione degli uffici giudiziari. La mera coincidenza o successione di magistrati tra uffici non è di per sé prova di situazione locale tale da giustificare la rimessione.

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Richiamato per i collegi speciali; la Corte osserva che la partecipazione di magistrati a diversi collegi non costituisce automaticamente motivo di legittimo sospetto sull'intero ufficio.

  • art. 433 cod. proc. pen.

    Citato quanto alla contestata trattenuta degli atti in cancelleria dopo la declaratoria di nullità; la Corte ha ritenuto che tali profili, se pur criticabili, non configurano automaticamente la grave situazione locale esterna richiesta per la rimessione.

  • art. 415‑bis cod. proc. pen.

    Menziionato per le vicende di indagini collegate e documenti relativi a conclusione indagini di terzi; la Corte considera le vicende connesse parte della dialettica processuale ordinaria.

  • art. 521 cod. proc. pen.

    Richiamato nella giurisprudenza citata come esempio di provvedimenti che, pur legati alla posizione dell'imputato, non bastano a integrare il presupposto per la rimessione quando il fenomeno non sia esterno e di rilevante consistenza.

Massime di principio

  • La rimessione per grave situazione locale richiede un evento o contesto esterno e particolarmente serio che comporti un rischio concreto e attuale di pregiudizio all'imparzialità dell'ufficio giudiziario.
  • Allegazioni generiche, rumoristiche o basate su post sui social network senza individuazione chiara di atti o soggetti coinvolti non sono sufficienti a fondare la rimessione.
  • Questioni attinenti a comportamenti o provvedimenti di singoli giudici o del PM sono, di regola, rimediabili con astensione o ricusazione e con altri rimedi interni al processo; non giustificano il trasferimento dell'intero processo ad altro ufficio.
  • I provvedimenti e le vicende processuali connesse rientrano nella dialettica processuale ordinaria; la loro criticabilità non equivale a una "grave situazione locale" esterna.
  • Una richiesta di rimessione infondata può comportare condanne pecuniarie a carico del ricorrente, pertanto è necessaria una valutazione cauta e fondata su elementi concreti prima di proporre tali istanze.

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