Cassazione Penale, Sentenza n. 31138/2022 del 16/08/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Mazzarella era stato condannato per il delitto previsto dall'art. 319 quater c.p. per aver, da detenuto e in concorso con un agente di polizia penitenziaria non identificato, indotto il detenuto De Santis a promettere 3.000 euro (di cui 1.200 ricevuti da Mazzarella) per evitare un trasferimento. Il ricorso denunciava insufficiente motivazione e violazione di legge: mancata identificazione e prova del coinvolgimento del pubblico agente, mancata dimostrazione che la richiesta di denaro fosse funzionale a retribuire un pubblico ufficiale e che l'agente avesse poteri tali da influire sul trasferimento; possibilità che i fatti siano riconducibili ad altri reati come la truffa o il traffico di influenze.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha richiamato il principio che l'art. 319 quater c.p. è reato plurisoggettivo necessario che richiede la convergenza delle volontà dell'indotto e del pubblico agente, e ha censurato la motivazione della Corte d'appello e del Tribunale per gravi lacune: non è stato chiarito se esistesse un ordine di trasferimento, se il progetto fosse reale o fittizio, cosa accadde dopo l'accettazione della proposta, se e come l'assistente di polizia penitenziaria potesse incidere sui trasferimenti, a chi fosse destinato il denaro e se vi fosse effettivo concorso dell'agente. Per tali ragioni la sentenza è stata annullata e la causa rinviata per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte di appello di Roma.
Norme richiamate
Norma qualificata come reato plurisoggettivo necessario: richiede la convergenza delle volontà dell'induttore pubblico e del soggetto indotto e la prova dell'abuso di poteri/strumentalizzazione del ruolo pubblico
Sez. U, n. 12228 del 24/10/2013 (Maldera)
Giurisprudenza delle Sezioni Unite che chiarisce la natura plurisoggettiva e la necessità dell'incontro di volontà tra pubblico agente e indotto per la configurazione dell'art. 319 quater
Massime di principio
- Per l'integrazione dell'art. 319 quater c.p. è necessaria la prova della convergenza delle volontà tra il pubblico agente e il soggetto indotto; non basta l'affermazione del detenuto o di un terzo senza elementi che attestino l'accordo reale.
- Deve essere accertato che il pubblico agente abbia effettivamente partecipato e che disponesse di poteri o di effettiva capacità di incidere sull'atto oggetto della corruzione (es. trasferimento); in mancanza, la fattispecie rischia di non sussistere.
- L'identificazione dell'agente pubblico è rilevante: l'assenza di identificazione richiede motivazione puntuale su perché non è possibile identificarlo e su quali elementi provino comunque il concorso dell'agente.
- Se il denaro è stato ottenuto con un'apparente vicinanza ad agenti pubblici ma senza effettiva partecipazione di questi, i fatti possono essere più adeguatamente inquadrati come truffa o altre figure diverse dalla corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio.
- Il giudice di merito deve fornire una motivazione dettagliata e collegare chiaramente i fatti alla fattispecie penale contestata; carenze probatorie o motivazionali possono comportare annullamento e rinvio per nuovo giudizio.
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