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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22655/2026 del 18/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Pergolizzi aveva chiesto l'affidamento in prova al servizio sociale dopo un precedente diniego; nel periodo successivo aveva scontato la detenzione domiciliare per circa un anno senza richiami o violazioni. Il Tribunale di sorveglianza di Messina ha respinto nuovamente la domanda motivando con una "perdurante pericolosità sociale" richiamando un precedente provvedimento. Il ricorrente ha denunciato vizi motivazionali, rilevando che il Tribunale non ha considerato elementi positivi (comportamento durante la detenzione domiciliare, percorsi trattamentali) e ha espresso una valutazione netta di pericolosità in contrasto con l'esistenza del regime domiciliare.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso e ha annullato l'ordinanza impugnata rinviando il giudizio al Tribunale di Sorveglianza di Messina. Ha ritenuto che il diniego fosse carente sotto il profilo motivazionale: mancava l'indicazione analitica e coerente dei dati su cui si fonda la ritenuta pericolosità (in particolare non erano specificati i fatti ascritti dopo il precedente affidamento né la loro consistenza e accertamento) e non era valutata la novità degli elementi sopravvenuti (ad es. la detenzione domiciliare svolta senza rilievi). La Corte ha ricordato che la prognosi favorevole è richiesta sia per l'affidamento in prova sia per la detenzione domiciliare e che la gravità del reato da sola non esclude il beneficio; pertanto ha disposto nuova valutazione del Tribunale conformemente ai criteri indicati.

Norme richiamate

  • art. 47 Ord. pen.

    La misura alternativa (affidamento in prova) persegue anche tramite prescrizioni il recupero del condannato; questo fine deve influenzare la valutazione prognostica del Tribunale

  • dovere di completezza motivazionale (giurisprudenza)

    Sez. 4, n. 14732 dell'1/03/2011, Rv. 250133

    Il Tribunale è obbligato a motivare in modo analitico e coerente, non trascurando elementi favorevoli; la motivazione sommaria o assertiva è insufficiente

  • giurisprudenza su prognosi favorevole

    Sez. 1, n. 1088 del 14/02/1997, Rv. 207214

    Sia l'affidamento in prova sia la detenzione domiciliare richiedono la formulazione di una prognosi positiva circa la prevenzione di ulteriori reati e il buon esito del percorso di risocializzazione

  • giurisprudenza sulla non esclusività della gravità del reato

    Sez. 1, n. 31809 del 09/07/2009, Rv. 244322

    La gravità del reato commesso non è, di per sé sola, ostativa alla concessione del beneficio; è necessario un accertamento concreto della pericolosità attuale

Massime di principio

  • La negazione di un beneficio (affidamento in prova/detenzione domiciliare) richiede motivazione analitica che specifichi i fatti e gli elementi probatori che giustificano la persistenza della pericolosità
  • Il Tribunale deve considerare e valorizzare eventuali elementi favorevoli sopravvenuti (ad es. periodo prolungato in detenzione domiciliare senza violazioni, partecipazione a percorsi trattamentali)
  • La gravità del reato non può essere l'unico criterio impeditivo: è necessaria una valutazione prognostica concreta e circostanziata
  • Una motivazione generica o di mera ricognizione di precedenti dinieghi è insufficiente e può determinare l'annullamento del provvedimento
  • In presenza di decisioni contrastanti il giudice deve verificare specificamente la consistenza e l'accertamento dei comportamenti antisociali successivi al precedente affidamento prima di escludere il beneficio

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