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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22529/2026 del 18/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Perquisizione domiciliare eseguita il 4 gennaio 2026 presso l'abitazione della famiglia Ferrone: rinvenute 7 bustine contenenti in totale 94 g di marijuana, bilancino, materiali per il confezionamento, quattro cellulari e €1.790 in contanti. La Guardia di Finanza sequestrò il materiale; il P.M. convalidò il sequestro e chiese il sequestro preventivo del denaro. Il G.i.p. dispose il sequestro preventivo della somma ritenendo sussistente il fumus e il periculum in mora. Il difensore propose due richieste di riesame (13 e 15 gennaio 2026) sostenendo, in sintesi: mancata/convalida tardiva del sequestro operato dalla P.G. (inefficacia), assenza di pertinenzialità tra i beni e il reato (pezzi rinvenuti in una "cella" esterna non nella disponibilità esclusiva dell'indagato), compatibilità del denaro con i redditi della madre e della sorella e carenza del fumus e del periculum. Il Tribunale per il riesame ha dichiarato inammissibili le istanze ritenendo che Ferrone non avesse interesse concreto all'impugnazione (aveva chiesto restituzione a madre e sorella) e che la questione relativa alla convalida del sequestro operato dalla P.G. fosse priva di attualità una volta emesso il decreto di sequestro preventivo dal G.i.p.

La decisione

La Corte (pronuncia del 15 aprile 2026) ha dichiarato inammissibili i ricorsi avverso l'ordinanza n. 5/2026 (e con riferimento connesso anche all'ordinanza n. 6/2026). Ha confermato che la richiesta di riesame diretta contro il sequestro operato dalla Polizia Giudiziaria è inammissibile ove non si tratti del decreto di convalida, e che l'interesse concreto all'impugnazione è requisito di ammissibilità (assenza di interesse quando il ricorrente chiede la restituzione a terzi). Ha rettificato alcuni errori di diritto del Tribunale ma ha comunque ritenuto l'istanza inammissibile. Ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., a versare €3.000 ciascuno alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 103

    Norma richiamata per la disciplina della perquisizione e del sequestro nell'ambito della normativa sugli stupefacenti; utilizzata per descrivere il presupposto normativo della perquisizione a carico di Alessio Ferrone

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 5

    Riferimento al reato contestato (detenzione ai fini di spaccio) la cui sussistenza è rilevante per il fumus commissi delicti

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 85-bis

    "sequestro per sproporzione"

    Richiamato dal P.M. fra le ipotesi giustificative del sequestro per sproporzione rispetto ai redditi dichiarati (possibile titolo del sequestro del denaro)

  • Codice Penale, art. 240-bis

    Norma collegata richiamata dal P.M. come possibile fondamento per misure cautelari patrimoniali (richiesta connessa al sequestro per sproporzione)

  • Codice di Procedura Penale, art. 355

    Stabilisce i termini e i rimedi relativi alla convalida del sequestro operato dalla polizia giudiziaria: l'istanza di riesame è ammessa "contro il decreto di convalida" del P.M.; non è lo strumento idoneo per impugnare il sequestro della P.G. in assenza di convalida

  • Codice di Procedura Penale, art. 321, comma 3-bis

    Richiamato in relazione ai termini per la richiesta di convalida del sequestro preventivo al G.i.p.; tardività della richiesta può comportare il rigetto della convalida

  • Codice di Procedura Penale, art. 263, comma 5

    Indica il rimedio processuale (opposizione avanti al G.i.p.) che l'interessato deve proporre nel caso di diniego della restituzione di cose sequestrate ritenute inefficaci per mancata convalida della P.G.

  • Codice di Procedura Penale, art. 619

    Richiamato come base per la rettifica del contenuto del provvedimento impugnato (possibilità di rettifica formale senza annullamento quando l'errore non influisce sul giudizio di merito)

  • Codice di Procedura Penale, art. 616

    Prevede l'obbligo di versare una somma alla Cassa delle ammende in caso di ricorso infondato o inammissibile per colpa del ricorrente; applicato per fissare €3.000 a carico di ciascun ricorrente

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000

    Richiamata in relazione ai criteri per l'applicazione della sanzione alla Cassa delle ammende (valutazione della colpa del ricorrente nella scelta di proporre il ricorso)

Massime di principio

  • Il riesame è lo strumento idoneo ad impugnare il decreto di convalida o il provvedimento di sequestro preventivo emesso dal G.i.p.; non è il rimedio corretto per contestare direttamente il sequestro effettuato dalla Polizia Giudiziaria in assenza di convalida.
  • La mancata convalida da parte del P.M. entro i termini previsti (48 ore dalla trasmissione del verbale) rende inefficace il sequestro disposto di iniziativa dalla P.G.; la via competente per ottenere la restituzione è la richiesta al P.M. e, in caso di diniego, l'opposizione al G.i.p. ai sensi dell'art. 263 c.p.p.
  • L'ammissibilità dell'impugnazione richiede un interesse concreto e attuale del ricorrente: chi abbia chiesto la restituzione a terzi può essere considerato privo di interesse ad impugnare il provvedimento per ottenere la restituzione a proprio favore.
  • Il G.i.p., nel valutare la misura cautelare reale (sequestro preventivo), può ritenere sussistente fumus e periculum anche sulla base di elementi indiziari quali il numero di dosi, il nascondiglio, il taglio e l'ammontare delle banconote e precedenti penali dell'indagato.
  • Questioni formali e di legittimazione procedurale (termini, soggetto legittimato, tipo di provvedimento impugnabile) sono decisive: errori procedurali o ritardi possono rendere inammissibile la difesa sul merito, indipendentemente dalla fondatezza delle censure sostanziali.
  • Se si contesta un sequestro patrimoniale per sproporzione, è necessario dimostrare concretamente l'inesistenza del nesso di pertinenzialità o fornire documentazione probante sulla provenienza lecita dei beni; altrimenti il P.M. o il G.i.p. possono ritenere sussistente il periculum in mora e il fumus.

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