Sentenza n. 14693/2026 - Roma, Sezione 4T
per l’accertamento del diritto nei termini indicati in epigrafe anche ai fini della presentazione di nuova s.c.i.a. per l’apertura di attività di carattere alimentare e somministrazione di alimenti e bevande;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: atti generali di Roma Capitale che disciplinano restrittivamente l'apertura di attività commerciali alimentari e di somministrazione, in vista della futura presentazione di una SCIA
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha chiesto l'accertamento della sussistenza dei requisiti per ottenere la licenza di somministrazione di alimenti e bevande, ovvero per esercitare un'attività di laboratorio, previo annullamento, per quanto occorresse, di alcune deliberazioni dell'Assemblea capitolina. La ricorrente ha dedotto che tali atti avrebbero potuto ostacolare l'esercizio dell'attività economica che intendeva avviare, dichiarando di voler presentare in un futuro prossimo una nuova SCIA. Il ricorso è stato proposto prima della presentazione della SCIA e prima dell'adozione di qualsiasi atto amministrativo concretamente lesivo. Il Collegio ha rilevato d'ufficio la possibile carenza originaria dell'interesse ad agire.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza originaria dell'interesse ad agire. La controversia è stata ritenuta meramente ipotetica, poiché la società non aveva ancora presentato la SCIA e non aveva subito alcun diniego, dichiarazione di inefficacia o altro impedimento concreto all'esercizio dell'attività. Secondo il Collegio, le doglianze miravano oggettivamente a contestare la legittimità di atti generali comunali, senza allegare una situazione giuridica soggettiva già lesa né dimostrare un vantaggio concreto e immediato derivante dalla pronuncia. Il giudice ha precisato che la ricorrente avrebbe dovuto presentare la SCIA e, solo in caso di dichiarazione di inefficacia o di altro provvedimento impeditivo, agire in giudizio per far valere le proprie ragioni. Nulla è stato disposto sulle spese, poiché Roma Capitale non si è costituita.
Norme richiamate
Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
Massime di principio
- Nel processo amministrativo, che ha natura di giurisdizione soggettiva, l'impugnazione di atti generali è ammissibile solo se il ricorrente allega una situazione giuridica soggettiva concretamente lesa dall'esercizio o dal mancato esercizio del potere amministrativo.
- L'interesse a ricorrere deve essere concreto, attuale e riferibile a una lesione già verificatasi; non è sufficiente contestare in via preventiva e ipotetica atti amministrativi che potrebbero ostacolare una futura attività economica.
- Chi intende avviare un'attività soggetta a SCIA non può ottenere l'accertamento giudiziale dei relativi diritti prima della presentazione della segnalazione e dell'eventuale adozione di un atto o comportamento amministrativo concretamente impeditivo.
- La mera intenzione di presentare in futuro una SCIA non dimostra un vantaggio concreto e immediato derivante dalla pronuncia giurisdizionale e comporta l'inammissibilità del ricorso per carenza originaria dell'interesse ad agire.
Come è indicizzato
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