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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27401/2023 del 22/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Piacenza che aveva revocato il decreto di sequestro preventivo disposto dal GIP funzionale a garantire la confisca dei profitti ritenuti derivanti dal reato di truffa aggravata; il profitto confiscabile era stato quantificato in euro 733.496,00. Il Tribunale aveva riconosciuto il fumus del reato ma escluso il periculum in mora in ragione del fatto che (a) Ilaria Albanesi aveva venduto un immobile il cui prezzo risultava nella sua disponibilità e non disperso, e (b) gli indagati avevano condotto un comportamento nel procedimento civile (società "Lift Tek Elecar") che aveva portato a un accordo transattivo e alla revoca del sequestro conservativo in sede civile. Il Pubblico Ministero censurava la decisione denunciando violazione di legge (art. 321, comma 2, c.p.p.), rilevando che non sarebbe stato considerato che il ricavato della vendita era vincolato dal Tribunale civile di Pavia e che non sarebbe stata valutata la sproporzione tra i beni disponibili e le somme illecitamente percepite, indice del concreto pericolo di dispersione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero. Ha ritenuto che le doglianze proposte consistessero in una critica del percorso argomentativo e della valutazione dei fatti operata dal Tribunale (c.d. censure di merito) e non in una specifica violazione di legge. La Corte ha richiamato la giurisprudenza di legittimità secondo cui il ricorso per cassazione avverso ordinanze in materia di sequestro è ammesso solo per violazione di legge e, in tale nozione, rientrano gli errores in iudicando o in procedendo o vizi motivazionali talmente gravi da rendere il provvedimento privo dei minimi requisiti di coerenza, completezza e ragionevolezza. Nel caso concreto la motivazione del Tribunale (accordo transattivo con la società offesa e revoca del sequestro conservativo in sede civile; disponibilità del prezzo di vendita dell'immobile) è stata ritenuta adeguata e persuasiva, non affetta da vizio di tal genere da consentire la cassazione.

Norme richiamate

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente quale presunto fondamento della doglianza; la Corte rileva che la censura non ha indicato una violazione di tale norma ma si è limitata a contestare la valutazione del periculum operata dal giudice di merito, il che rende il ricorso inammissibile salvo che non emerga una violazione di legge o un vizio motivazionale radicale

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020

    Norma richiamata a fini processuali per indicare che il procedimento si è celebrato con contraddittorio scritto; menzionata come dato procedurale senza incidenza sulla decisione di merito

  • Giurisprudenza delle Sezioni Unite (Sez. U, n. 5876/2004 e Sez. U, n. 25932/2008)

    Principio interpretativo: il ricorso per cassazione contro provvedimenti riguardanti il sequestro preventivo è ammesso solo per violazione di legge, includendo errores in iudicando/in procedendo o vizi motivazionali talmente gravi da rendere il provvedimento privo dei minimi requisiti di coerenza, completezza e ragionevolezza

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro ordinanze di sequestro è ammesso solo per violazione di legge o per vizi motivazionali estremi: non è lo strumento per rinnovare valutazioni di fatto o di merito.
  • La mera critica alla valutazione del pericolo di dispersione (periculum in mora) operata dal giudice di merito, senza indicare una specifica norma applicata erroneamente o un vizio logico-argomentativo radicale, rende il ricorso inammissibile.
  • La presenza di atti che riducono il rischio di dispersione (es. disponibilità del ricavato della vendita dell'immobile, accordi transattivi che hanno condotto alla revoca di sequestri conservativi in sede civile) può giustificare la revoca del sequestro preventivo anche quando sussiste il fumus del reato.
  • Per contrastare efficacemente una decisione di revoca del sequestro in sede di legittimità occorre focalizzarsi su specifiche violazioni di legge, errori procedurali o dimostrare che la motivazione del giudice di merito sia del tutto mancante o incoerente, non semplicemente discutere le valutazioni di fatto.
  • Nel valutare il periculum in mora il giudice confronta la consistenza dei beni disponibili con il profitto illecito: concludere per l'assenza di pericolo richiede una motivazione che spieghi concretamente perché i beni non possono essere dissipati, ad esempio per vincoli o atti formali che ne limitino la disponibilità.

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