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Cassazione Penale, Ordinanza n. 19597/2025 del 26/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso è stato proposto nell'interesse dell'imputato contro la sentenza della Corte di appello resa ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. Il ricorrente ha dedotto un vizio di motivazione in relazione all'entità della pena inflitta, sostenendo in sostanza che la determinazione sanzionatoria fosse illogica o comunque non adeguatamente motivata. La Corte di cassazione ha però rilevato che, in presenza di una sentenza pronunciata a seguito di concordato sui motivi in appello, l'accordo sulle statuizioni concordate preclude nel giudizio di legittimità ogni diversa doglianza, anche se attinente a questioni rilevabili d'ufficio, salvo i casi di pena illegale o di vizi relativi alla formazione del consenso, al consenso del pubblico ministero o alla difformità della decisione del giudice rispetto al contenuto dell'accordo. Tali evenienze non erano ravvisabili nel caso concreto.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo che la censura sulla pena non fosse proponibile in cassazione contro una decisione resa ex art. 599-bis c.p.p., in mancanza di profili di pena illegale o di vizi del concordato. Conseguentemente, ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e non ravvisandosi assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 599-bis c.p.p.

    La sentenza resa ai sensi di questa norma, basata sull'accordo delle parti sui punti concordati, limita i motivi deducibili in cassazione nei termini indicati dalla giurisprudenza richiamata.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, salvo assenza di colpa, della sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

  • Corte Cost. sent. n. 186 del 13/06/2000

    È richiamata per il principio secondo cui la sanzione pecuniaria conseguente all'inammissibilità presuppone la mancanza di assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

  • Sez. 6, n. 41254 del 04/07/2019, Leone, Rv. 277196

    È richiamata per il principio della rinuncia, con l'accordo ex art. 599-bis c.p.p., a dedurre in cassazione doglianze diverse, salvo l'eccezione della pena illegale.

  • Sez. 1, n. 944 del 23/10/2019, dep. 2020, M., Rv. 278170

    È richiamata per le uniche eccezioni alla preclusione derivante dal concordato: vizi nella formazione della volontà, nel consenso del pubblico ministero o nella difformità tra accordo e decisione del giudice.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione avverso una sentenza pronunciata ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., l'accordo delle parti sui punti concordati preclude la deduzione di motivi diversi, anche se relativi a questioni rilevabili d'ufficio.
  • L'unica censura sempre proponibile resta quella relativa all'irrogazione di una pena illegale; sono inoltre deducibili solo i vizi che incidono sulla validità del concordato, come la formazione del consenso della parte, il consenso del pubblico ministero o la difformità tra accordo e pronuncia del giudice.
  • La mera doglianza sull'entità della pena, quando non denunci una pena illegale e non investa la validità del concordato, è inammissibile in cassazione.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese processuali e, salvo assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

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MaterieImpugnazioniRiti alternativi
RamiProcesso penale
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