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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3833/2022 del 03/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva rigettato il reclamo contro il decreto di proroga biennale del regime differenziato previsto dall'art. 41-bis Ord. pen. (ergastolano). Il ricorso per cassazione articolava due motivi: 1) vizio di motivazione per aver preso in considerazione fatti remoti (violazioni sulla disciplina degli stupefacenti del 2001 e fatti in carcere del 2015) senza valutare i presupposti attuali della proroga; 2) omessa valutazione decisiva delle dichiarazioni del collaboratore Sabino De Maio, che avrebbe escluso la responsabilità e i collegamenti attuali di Viscido con il sodalizio criminale.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure proposte non rappresentassero violazioni di legge, ma mere critiche di merito incompatibili con il sindacato di legittimità sui provvedimenti 41-bis. Il Collegio ha confermato che la motivazione del Tribunale di sorveglianza era congrua: aveva richiamato condanne irrevocabili, il ruolo direttivo di Viscido nel clan, la perdurante operatività dei clan e la mancanza di segni di dissociazione (anche per rilievi disciplinari in carcere). I rilievi sul collaboratore sono stati considerati generici e non idonei a rovesciare la valutazione complessiva. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 41-bis Ordinamento penitenziario

    La proroga del regime differenziato richiede una valutazione prognostica sulla persistenza della capacità del condannato di mantenere contatti con l'organizzazione criminale; tale valutazione è di merito e il sindacato in Cassazione è ammesso solo per violazione di legge o per assenza manifesta della motivazione

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro provvedimenti di applicazione o proroga del regime 41-bis è ammesso prevalentemente per violazioni di legge: critiche di merito o riconsiderazioni probatorie non sono ammissibili
  • Per confermare una proroga 41-bis il giudice valuta globalmente la sussistenza di una capacità attuale del detenuto di mantenere contatti con l'associazione criminale; possono rilevare elementi anche non sopravvenuti (condanne definitive, ruolo nel clan, precedenti disciplinari)
  • Non è necessario dimostrare la certezza del pericolo; è sufficiente che la capacità di mantenere collegamenti risulti probabilmente attuale sulla base degli elementi acquisiti
  • Per essere efficaci, le censure devono indicare specifiche violazioni di legge o l'assenza di motivazione, spiegando in modo puntuale in che modo le risultanze probatorie siano state travisate o omesse dal giudice
  • Dichiarazioni di collaboratori o testi favorevoli al detenuto devono essere contestualizzate e documentate (periodi, contenuti specifici) e dimostrare un effetto decisivo rispetto all'assetto probatorio complessivo per incidere sulla valutazione della proroga
  • Segnalazioni su fatti remoti o generiche reinterpretazioni di condanne pregresse difficilmente possono invalidare una motivazione che ha compiuto un apprezzamento prognostico ampio e articolato
  • Chi impugna dovrebbe focalizzarsi su vizi formali o omissioni logiche nella motivazione (es. contraddizioni, mancanza di riferimento a elementi essenziali richiesti dalla norma) per aumentare le chance di ammissibilità in Cassazione

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