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Sentenza

Sentenza n. 3998/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202600473

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato n. 616/2021, che aveva ordinato al Ministero di verificare in concreto la formazione conseguita all'estero ai fini del riconoscimento dell'abilitazione all'insegnamento

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza della sentenza del Consiglio di Stato, Sezione VI, n. 616 del 20 gennaio 2021, con la quale era stato accolto l'appello e, in riforma della sentenza del TAR Lazio, era stato ordinato al Ministero di pronunciarsi in termini concreti, mediante la verifica della formazione conseguita, sulla domanda di riconoscimento dell'abilitazione all'insegnamento conseguita in Romania per la disciplina di Musica e Strumento musicale, classi di concorso AJ55 e AJ56. La ricorrente ha dedotto la persistente inerzia dell'Amministrazione, nonostante il tempo trascorso e la disponibilità della documentazione relativa al percorso formativo svolto in Romania, chiedendo l'esecuzione del giudicato, anche mediante la nomina di un commissario ad acta e, se necessario, l'adozione giudiziale delle misure conformative.

La decisione

Nel corso del giudizio il Ministero ha depositato il provvedimento dirigenziale del 25 marzo 2026, adottato in esecuzione della sentenza ottemperanda. Con tale provvedimento l'Amministrazione ha riconosciuto come titolo abilitante all'esercizio della professione docente nella scuola secondaria il complesso formato dal diploma di pianoforte conseguito in Italia e dai titoli di abilitazione all'insegnamento Nivel I e Nivel II rilasciati dall'Università di Craiova, riconoscendone la validità per le classi di concorso AJ55 e AJ56. Poiché il giudicato è stato eseguito nel corso del processo, un'eventuale pronuncia di accoglimento non avrebbe più arrecato alcuna utilità concreta alla ricorrente. Il ricorso è stato quindi dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Le spese sono state poste a carico del Ministero secondo il criterio della soccombenza virtuale, poiché l'adempimento è intervenuto soltanto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza; liquidate in euro 2.000, oltre oneri e accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza promosso per ottenere l'esecuzione del giudicato amministrativo.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente di dichiarare improcedibile il ricorso quando, per sopravvenuta carenza di interesse, la pronuncia non può più recare alcuna utilità alla parte ricorrente.

Massime di principio

  • Il ricorso per ottemperanza diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, durante il giudizio, l'amministrazione esegue integralmente il giudicato e un'ulteriore pronuncia non potrebbe procurare al ricorrente alcuna utilità concreta.
  • L'esecuzione del giudicato intervenuta dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza non esclude necessariamente la condanna dell'amministrazione alle spese: il giudice può applicare il principio della soccombenza virtuale, valutando che l'adempimento tardivo abbia reso necessaria l'azione giudiziaria.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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