Cassazione Penale, Sentenza n. 27428/2025 del 25/07/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso la sentenza di condanna della Corte d'appello che aveva riformato l'assoluzione del Tribunale. Due censure principali: 1) violazione del diritto di difesa per mancato rilascio di copia del DVD contenente riprese che ritrarrebbero l'imputato (documento dichiarato danneggiato dalla cancelleria); 2) vizi di motivazione e travisamento delle prove: contestazione degli orari ricostruiti, dell'apprezzamento sull'odore di benzina attribuito al ricorrente, dell'interpretazione delle lesioni e della consistenza della perizia medico-legale che aveva escluso la percorrenza di 130 metri in due minuti, nonché possibile contaminazione di reperti (cappellino) e rilevanza decisiva di discrepanze temporali usate per riformare l'assoluzione.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto infondato il primo motivo perché dalla sentenza risultava che i supporti digitali erano stati materialmente a disposizione delle parti e più volte richiamati; ha giudicato essenzialmente generico e inammissibile il secondo motivo, perché la Corte d'appello aveva compiutamente e logicamente valutato la rinnovazione istruttoria, valorizzando elementi convergenti (odore di benzina sull'imputato, ustioni compatibili, reperti e dichiarazioni witness) e spiegando perché la perizia sul tempo di percorrenza non fosse decisiva (quesito peritale fuorviante e corretta ricostruzione cronologica complessiva). Conseguentemente è stata confermata la riforma che aveva condannato Giacalone per i reati di cui agli artt. 424 e 367 cod. pen. in continuazione e per la recidiva, e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Articolo invocato per il reato di danneggiamento mediante incendio (atto doloso di appiccare il fuoco con rischio di propagazione e lesioni). La Corte ha ritenuto soddisfatti gli elementi del reato alla luce di elementi indiziari (ustioni sul ricorrente, forte odore di benzina, prossimità temporale e spaziale con il sinistro).
Articolo relativo alla simulazione di reato (falsa denuncia). La Corte ha ritenuto che la denuncia di investimento fosse falsa e funzionale a sviare i sospetti dal ricorrente rispetto all'incendio, attesa l'incongruenza con il quadro probatorio ricostruito.
Massime di principio
- La semplice indicazione di un supporto digitale danneggiato non è sufficiente: la difesa deve dimostrare concretamente l'impossibilità di accesso e il pregiudizio difensivo; se dalla motivazione risulta che i file erano disponibili o richiamati, la censura è debole.
- La Cassazione non è sede per nuova valutazione di merito o per riesame delle prove: argomentazioni generiche di travisamento probatorio vengono dichiarate inammissibili se non accompagnate da elementi specifici che dimostrino illogicità manifesta o falsa valutazione dei fatti.
- Una perizia tecnica può essere marginalizzata se il giudice ritiene che il quesito posto fosse inadeguato o che altre risultanze (testimonianze, esami tecnici, riscontri oggettivi come odore e lesioni) consentano una ricostruzione diversa e coerente dei fatti.
- Discrepanze minori negli orari o nelle dichiarazioni dei testi non sono necessariamente decisive se la valutazione complessiva del fatto resta coerente; la difesa deve mostrare che tali discrepanze avrebbero cambiato il giudizio di responsabilità.
- Per dimostrare la simulazione di reato è necessario provare non solo la falsità della denuncia, ma anche il fine di depistare le indagini; elementi come la coincidenza temporale e la prova di contatto con materiale infiammabile rafforzano tale conclusione.
- Per contestare il travisamento di prove relativo a reperti (es. contaminazione) è utile produrre perizie indipendenti e puntuali sulla conservazione e modalità di trattazione dei reperti; affermazioni apodittiche non convincono la Corte di legittimità.
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