Cassazione Penale, Sentenza n. 27337/2025 del 25/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Palermo del 05/12/2024 che aveva assolto Cardella per non avere commesso il fatto in relazione alla rapina aggravata del 6 luglio 2020. Il Procuratore Generale deduceva violazione dell'art. 606 comma 1 lett. e) c.p.p. per mancanza, contraddittorietà e illogicità della motivazione (in particolare mancata "motivazione rafforzata" a fronte del ribaltamento della sentenza di primo grado) e violazione dell'art. 192 c.p.p. in tema di valutazione della prova indiziaria. Il ricorso sosteneva che la Corte d'appello avesse omesso di valutare numerose intercettazioni e altri elementi indiziari (conversazioni ambientali e telefoniche, tabulati, cessione di autovettura a persone riconducibili al Cardella, contatti con Immesi, ecc.) che, secondo il P.G., formavano un quadro indiziario grave, preciso e concordante tale da escludere ogni ragionevole dubbio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse rispettato l'onere motivazionale previsto per una riforma in senso assolutorio (richiamando l'orientamento delle Sezioni Unite Troise) e che avesse esaminato compiutamente il materiale probatorio contestato dal P.G., anche con riferimento alle intercettazioni e ai tabulati. La Cassazione ha condiviso la valutazione che alcuni elementi indicati dal P.G. non fossero individualizzanti rispetto alla rapina di Trapani (con specifico rilievo sul fatto che le conversazioni indicavano banconote "macchiate" per esplosione di cassa, elemento non riscontrato nei filmati e nelle testimonianze relative alla rapina del 6/7/2020) e che, al contrario, sussistessero elementi negativi nel quadro indiziario (assenza di mappatura celle, assenza di accertamenti antropometrici, impronte o tracce biologiche). La Corte ha inoltre rilevato la genericità/aspecificità del ricorso di cassazione che non ha efficacemente contestato le argomentazioni cruciali della sentenza impugnata.
Norme richiamate
art. 606 c.p.p., comma 1, lett. e)
Fondamento processuale del motivo di ricorso per vizio di motivazione (mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità). La Corte ha ritenuto il motivo generico e non idoneo a scalfire la motivazione della Corte d'appello.
art. 192 c.p.p.
Disciplina la valutazione della prova, con regole specifiche per la prova indiziaria (gravità, precisione e concordanza). La Cassazione ha ritenuto che la Corte d'appello abbia correttamente applicato i criteri e valutato se gli indizi fossero realmente individualizzanti.
Sentenza SS.UU. "Troise" n. 14800 del 21/12/2017
Principio sull'onere motivazionale in caso di riforma assolutoria: il giudice d'appello deve confrontarsi con le ragioni della decisione impugnata e fornire una nuova motivazione compiuta. La Corte d'appello è stata ritenuta conforme a questi principi.
Sez. 5, sent. n. 42981 del 28/06/2016
Orientamento secondo il quale le intercettazioni cui non partecipa l'imputato possono costituire prova diretta e sono valutabili con libero convincimento, ma se hanno natura indiziaria devono rispondere ai requisiti di gravità, precisione e concordanza.
Sez. 1, sent. n. 8863 del 18/11/2020
Giurisprudenza richiamata in tema di accertamento della prova indiziaria e del necessario esame globale degli elementi certi per raggiungere il grado di credibilità razionale richiesto.
Artt. 110, 112, 628 c.p. (nella motivazione di merito)
Norme sostanziali richiamate nel capo di imputazione relativo alla rapina aggravata e al concorso di persone; non oggetto diretto del ricorso in Cassazione ma parte del contesto fattuale esaminato.
Massime di principio
- In caso di riforma assolutoria rispetto a una condanna di primo grado il giudice d'appello ha l'obbligo di fornire una motivazione compiuta e confrontarsi con le ragioni della decisione antecedente; tuttavia detto obbligo non richiede una ripetizione pedissequa della prova, bensì una nuova struttura argomentativa che giustifichi il diverso esito.
- Le intercettazioni e le conversazioni alle quali l'imputato non partecipa possono costituire prova diretta, ma se utilizzate come indizi devono possedere i requisiti di gravità, precisione e concordanza ex art. 192 c.p.p.; se tali requisiti non sono raggiunti o gli indizi possono riferirsi a fatti diversi, il dubbio ragionevole può prevalere.
- La presenza di elementi "negativi" (mancanza di mappatura delle celle, assenza di accertamenti antropometrici, impronte o tracce biologiche, ritardo nelle perquisizioni) può incidere significativamente sulla valutazione complessiva del quadro indiziario e giustificare un'assoluzione per insufficienza di prova.
- Un elemento individualizzante (es. segni particolari del bottino come macchiature da esplosione) può assumere rilevanza decisiva se correlato univocamente al fatto-reato oggetto di processo; la sua assenza o discordanza tra fonti probatorie può indebolire la tesi accusatoria.
- In cassazione i motivi devono essere specifici e confrontare puntualmente la decisione impugnata; argomentazioni generiche o omissioni nel contestare aspetti chiave della motivazione di merito rendono il ricorso esposto a declaratoria di inammissibilità.
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