Ordinanza n. 1835/2026 - Napoli, Sezione 6
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di diniego della richiesta di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego della conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego della conversione del proprio permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Nella fase cautelare ha contestato, in particolare, la valutazione amministrativa relativa alla capacità reddituale del datore di lavoro e l'omessa considerazione della dichiarazione IVA presentata nel marzo 2026, nonché di ulteriori elementi istruttori indicativi di un'adeguata capacità economica e finanziaria. Ha inoltre dedotto la rilevanza del fatto sopravvenuto costituito dall'effettivo avvio dell'attività lavorativa alle dipendenze del datore di lavoro e dalla percezione di redditi idonei alla permanenza nel territorio nazionale.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a., ritenendo sussistenti, all'esito della sommaria delibazione propria della fase interinale, elementi di fumus boni iuris. In particolare, le allegazioni e le prove sulla capacità reddituale del datore di lavoro appaiono idonee a scalfire la motivazione del diniego; la dichiarazione IVA presentata nel marzo 2026 risulta essere stata ingiustificatamente non considerata dall'Amministrazione, in violazione del principio della massima acquisizione degli interessi al procedimento; ulteriori elementi istruttori confermano, in via provvisoria, l'adeguatezza della capacità economica e finanziaria. Il giudice ha attribuito rilievo anche all'inizio dell'attività lavorativa del ricorrente e alla percezione di redditi idonei alla permanenza in Italia. L'ordinanza non definisce il merito, rinviato a udienza pubblica del 26 maggio 2027. Le spese della fase cautelare sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
La disposizione costituisce la base processuale per la concessione della tutela cautelare, accordata dal TAR sulla base di una sommaria delibazione della fondatezza delle censure e della situazione dedotta.
Massime di principio
- Nella fase cautelare, la mancata considerazione da parte dell'Amministrazione di una dichiarazione IVA e di ulteriori elementi istruttori potenzialmente decisivi sulla capacità economica del datore di lavoro può risultare idonea a scalfire la motivazione del diniego e a integrare un fumus boni iuris sufficiente alla sospensione dell'atto.
- L'Amministrazione, nell'istruire una domanda di conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato, deve esaminare gli elementi documentali rilevanti sulla capacità reddituale ed economico-finanziaria del datore di lavoro, secondo il principio della massima acquisizione degli interessi al procedimento.
- L'effettivo avvio del rapporto di lavoro e la percezione da parte dello straniero di redditi idonei alla permanenza nel territorio nazionale costituiscono elementi sopravvenuti rilevanti nella valutazione cautelare della legittimità del diniego di conversione del permesso di soggiorno.
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