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Ordinanza

Ordinanza n. 3768/2026 - Roma, Sezione 4Q

per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, del Decreto della Direttrice Generale della Pesca Marittima e dell’Acquacoltura del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, 1° aprile 2026, n. 156886, recante “Campagna di pesca del tonno rosso - triennio 2026, 2027 e 2028”; e per la condanna dell’Amministrazione intimata al risarcimento del danno in forma specifica mediante l’adozione di tutte le misure idonee a tutelare la situazione giuridica soggettiva dedotta in giudizio, ovvero, in subordine, al risarcimento per equivalente monetario dei danni conseguenti all’adozione degli illegittimi provvedimenti gravati incidenti sulla posizione della Società ricorrente, ai sensi e per gli effetti di cui agli artt. 30 c.p.a..

Giustizia amministrativa202606988

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Decreto ministeriale del 1° aprile 2026 sulla campagna di pesca del tonno rosso per il triennio 2026-2028

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

L'impresa ricorrente ha impugnato il decreto della Direttrice Generale della Pesca Marittima e dell’Acquacoltura recante la disciplina della campagna di pesca del tonno rosso per il triennio 2026-2028, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare dell'efficacia. Ha inoltre domandato il risarcimento del danno in forma specifica o, in subordine, per equivalente monetario. Nel corso della camera di consiglio, dopo l'esibizione in giudizio di ulteriore documentazione da parte dell'Amministrazione, la ricorrente ha prospettato la possibile proposizione di motivi aggiunti, chiedendo il rinvio della causa e, comunque, la fissazione dell'udienza pubblica per la decisione nel merito. Il testo dell'ordinanza non espone gli specifici vizi di legittimità dedotti contro il decreto.

La decisione

Il TAR non ha deciso nel merito né ha accolto o respinto la domanda cautelare sulla base di una valutazione esplicita di fumus boni iuris e periculum in mora. Ha ritenuto che le esigenze cautelari potessero essere adeguatamente tutelate mediante la sollecita fissazione dell'udienza pubblica, ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a., lasciando impregiudicata l'efficacia del provvedimento impugnato. Ha quindi fissato l'udienza pubblica del 25 novembre 2026 per la trattazione del merito e ha compensato le spese della fase cautelare.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare; nel caso concreto il giudice ha richiamato il comma 10 per tutelare le esigenze cautelari mediante la sollecita fissazione dell'udienza pubblica, senza sospendere l'efficacia dell'atto impugnato.

  • art. 30 c.p.a.

    Richiamato nell'atto introduttivo quale fondamento della domanda risarcitoria in forma specifica o per equivalente; la domanda non è stata decisa con l'ordinanza.

Massime di principio

  • Quando, nella fase cautelare, le esigenze del ricorrente possono essere adeguatamente tutelate mediante la sollecita fissazione dell'udienza pubblica di merito, il giudice amministrativo può adottare tale misura ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a., lasciando impregiudicata l'efficacia del provvedimento impugnato.
  • La prospettazione della possibile proposizione di motivi aggiunti a seguito dell'esibizione di nuova documentazione può giustificare il rinvio della trattazione cautelare e la fissazione ravvicinata dell'udienza pubblica di merito, senza comportare una decisione anticipata sulla legittimità dell'atto impugnato.

Come è indicizzato

MaterieTutela cautelare
RamiProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

Testo integrale

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