Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45671/2023 del 13/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del 02/02/2023 del Tribunale del Riesame di Catanzaro che aveva rigettato l'appello contro l'ordinanza del Tribunale di Vibo Valentia (22/07/2022) che aveva respinto la richiesta di sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere per il reato di concorso esterno in associazione di stampo mafioso. Il ricorrente deduceva, in primo luogo, carenza e manifesta illogicità della motivazione perché il giudice d'appello non avrebbe tenuto conto di elementi ritenuti nuovi dalla difesa (in particolare le dichiarazioni dibattimentali del teste Millul, l'assenza di intercettazioni e di riscontri su depositi/fermi, l'assenza di contatti diretti con soggetti indicati nelle intercettazioni, la presunta mancata conclusione di accordi con i D'Amico e il carattere meramente imprenditoriale delle condotte) e segnalava la diversa decisione sul coindagato Prenesti. In secondo luogo deduceva carenza e illogicità della motivazione in ordine alla sussistenza delle esigenze cautelari, sostenendo l'attenuazione del pericolo di recidiva per la breve durata delle condotte contestate (due mesi, dicembre 2018) e per un peggioramento dello stato psicologico dovuto alla detenzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto il vizio aspecifico: le censure attengono alla valutazione degli elementi indiziari già esaminati in sede di appello e non introducono fatti nuovi idonei a giustificare la riesamina in sede di legittimità; la Corte ha richiamato il principio per cui la cassazione non può sostituirsi al giudice di merito nella rivalutazione dei fatti e che l'appello cautelare è limitato all'accertamento dell'eventuale novità e dell'adeguatezza motivazionale. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto la doglianza generica e non dimostrata: l'ordinanza impugnata ha motivato congruamente la sussistenza del pericolo di reiterazione, considerando la gravità delle condotte e la vicinanza a contesti associativi; il semplice decorso del tempo o affermazioni circa il deterioramento psicologico non costituiscono elementi nuovi pertinenti e provati per la revoca o la sostituzione della misura. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento in favore della cassa delle ammende della somma di euro 3.000; non è stata disposta la rimessione in libertà.

Norme richiamate

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna alle spese e per l'eventuale sanzione pecuniaria a carico del ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso; la Corte ha ritenuto sussistere colpa nella determinazione dell'inammissibilità e ha irrogato la somma equitativamente fissata.

  • art. 94, comma 1 ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata per la procedura da seguire qualora dal provvedimento di inammissibilità non derivi la rimessione in libertà dell'indagato; la Corte ha disposto gli adempimenti previsti dalla norma.

  • Orientamenti giurisprudenziali della Cassazione (segnalati in motivazione: Sez. 2, n. 18130/2016; Sez. 6, n. 45826/2021; Sez. 4, n. 13895/2020; Sez. 2, n. 10808/2015)

    Principi richiamati: la funzione del ricorso in cassazione richiede specificità delle censure di diritto e dei fatti nuovi decisivi; il giudice d'appello nell'impugnazione cautelare deve valutare soltanto l'esistenza di fatti nuovi idonei a modificare il quadro indiziario o le esigenze cautelari; non è ammessa in Cassazione una nuova valutazione degli elementi indiziari di fatto.

Massime di principio

  • Un ricorso avverso il rigetto di una istanza di revoca o sostituzione di misura cautelare deve indicare fatti nuovi, concreti e decisivi rispetto al quadro indiziario originario: la mera riproposizione di argomenti già esaminati rende il ricorso aspecifico e inammissibile.
  • La Corte di Cassazione non è sede per una rivalutazione fattuale: contestazioni che mirino soltanto a rieditare la valutazione probatoria del giudice del merito non sono ammesse.
  • In appello cautelare il giudice è vincolato ai limiti delle doglianze dedotte e deve verificare principalmente la presenza di novità idonee a influenzare il quadro indiziario o le esigenze cautelari; in mancanza di novità rilevanti può legittimamente confermare il rigetto con motivazione sintetica.
  • Per ottenere la sostituzione della custodia in carcere occorrono elementi idonei a dimostrare un mutamento concreto delle esigenze cautelari (es. documentazione clinica, prove di collaborazione, elementi nuovi che smentiscano le intercettazioni o ne ridimensionino il significato), non il solo decorso del tempo.
  • La decisione favorevole nei confronti di un coimputato non implica automaticamente la stessa decisione per altri indagati: ogni posizione processuale va valutata in piena autonomia.
  • Se si deduce aggravamento delle condizioni psicologiche in detenzione come motivo per la revoca o sostituzione, è necessario produrre elementi documentali specifici e valutabili (certificazioni mediche, perizie), non mere allegazioni.
  • Per evitare la condanna ex art. 616 c.p.p. chi impugna deve formulare censure di diritto chiare e non riprodurre passivamente argomenti già respinti; l'assenza di specificità può comportare anche sanzioni pecuniarie.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.